Stop dei lavori all’ospedale di Correggio
La ditta che si occupa del ripristino fallisce a 5 mesi dall’inaugurazione dei nuovi reparti, ora si pensa a un altro bando
CORREGGIO. Brusco stop per i lavori di ristrutturazione del reparto di diagnosi e cura dell’ospedale San Sebastiano che, dopo il fallimento della cooperativa Cesi Group (azienda imolese che stava seguendo il ripristino della struttura ospedaliera), ora verranno ripresi a data da destinarsi.
Dall’8 luglio, infatti, è stato emesso dal ministero dell’economia il decreto di liquidazione amministrativa coatta (provvedimento che, poi, è stato inserito anche nella Gazzetta ufficiale) e ora all’Ausl di Reggio non resta che capire come muoversi per far iniziare al più presto i lavori. Le soluzioni che si prospettano in tal senso sono due: o aprire un bando per cercare una nuova azienda che termini l’ultimo stralcio dei lavori, o appaltare le ultime operazioni (di manutenzione, impiantistica e di carattere edilizio) alla seconda azienda in ordine di classifica del precedente bando.
«Ora è presto per prendere una decisione – spiega Roberto Bonacini, responsabile dei servizi tecnici dell’azienda Usl di Reggio Emilia – ma possiamo dire che ci siamo mossi non appena abbiamo saputo del fallimento della Cesi Group contattando il commissario liquidatore, Antonio Gaiana, per cercare di fare insieme il punto della situazione».
Ipotizzare le tempistiche di consegna della struttura finita, dunque, per ora è impensabile. Certo è che, se non ci fossero stati questi intoppi, il nuovo reparto di diagnosi e cura, e l’area dedicata alla riabilitazione avrebbero aperto il prossimo novembre. L’azienda, invece, è crollata a pochi mesi dalla conclusione dei lavori. «Se la Cesi Group avesse resistito ancora per 5 mesi – aggiunge Bonacini – avremmo certamente inaugurato la nuova area ospedaliera nei tempi stabiliti». I lavori quindi non avevano subito rallentamenti, anzi, rientravano nei tempi stabiliti. Iniziati nel 2004 (ripartiti in tre stralci e affidati a diverse ditte appaltatrici) hanno visto prima l’ampliamento del corpo principale dell’ospedale, in secondo luogo la costruzione del nuovo edificio e la conseguente ristrutturazione dello storico dell’ospedale (dove ora si notano i segni di un cantiere, per forza di cose, abbandonato). Per vedere aperti i due reparti, dunque, bisognerà aspettare ancora parecchio ma, una volta fruibili al pubblico, queste divisioni candideranno la struttura ospedaliera correggese a rientrare tra le strutture all’avanguardia a livello nazionale. Entrambi, infatti, troveranno collocazione all’interno di quello che era il vecchio ospedale insieme a nuovi e attrezzati poliambulatori specialistici, l’emodialisi, un reparto di neuropsichiatria infantile e un day hospital chirurgico con attrezzature e tecnologie d’alto livello.
Silvia Parmeggiani
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