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«Ben vengano blitz e controlli»

«Ben vengano blitz e controlli»

Il presidente del Consorzio Lambruschi: «La nostra qualità è ok»

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REGGIO EMILIA. Il presidente del Consorzio di Tutela dei Vini Reggiani Davide Frascari, che è anche presidente del Consorzio di Tutela dei vini dell’Emilia, è molto amareggiato. «Innanzitutto ci tengo a sottolineare – puntualizza Frascari – che da diversi mesi la politica dei nostri consorzi, in sinergia con i produttori modenesi, ha sempre messo al centro l’intensificazione dei controlli e la tutela delle produzioni locali». I consumatori da questo punto di vista possono quindi stare tranquilli sulla qualità dei vini di provenienza locale e certa anche se vicende come quella emersa proprio nel reggiano fanno danni impagabili a tutto il mondo del vino, del Lambrusco e soprattutto al mercato. « Il nuovo disciplinare di produzione dei lambruschi Igt – precisa il presidente – sancendo l’obbligo della frizzantatura del prodotto nella zona d’origine, è stato un importante passo compiuto proprio a favore della garanzia sulla qualità del prodotto. Non ultimo – conclude Frascari – una ventina di giorni fa io ed i direttore del consorzio Bagni ci siamo recati a Roma, presso il capo dipartimento dell’ Icqrf, organismo di controllo del ministero, proprio per sollecitare l’intensificazione dei controlli che vorremmo sempre più capillari ed incisivi. In quella sede il dottor Stefano Vaccari si è reso pienamente disponibile a supportare le nostre richieste che perseguono innanzitutto l’obbiettivo di tutelare il lavoro degli oltre 6000 viticoltori del distretto del lambrusco ed il loro reddito. Non a caso i consorzi dei Lambruschi investono ogni anno 200mila euro proprio a favore della tutela del prodotto». Per Marino Zani, il presidente provinciale della Coldiretti, che è stata la prima associazione a denunciare frodi e contraffazioni a danno dei prodotti agroalimentari italiani, da anni sta portando avanti una battaglia per la trasparenza e la tracciabilità di prodotti agroalimentari. Zani parte con un ringraziamento alle forze dell'ordine e agli enti che hanno contribuito alla scoperta di queste frodi, che «mettono in una situazione inaccettabile i nostri produttori. Li offende e tocca il loro orgoglio ancora prima che nel portafoglio. I nostri produttori non hanno nulla a che vedere con la chimica ma fanno il vino con i propri vigneti". Noi chiediamo da tempo, conclude Zani, un'etichettatura trasparente chiara e leggibile su tutti i prodotti. Purtroppo nell'Ue abbiamo trovato degli ostacoli. Le frodi e le contraffazioni minano la salute dei consumatori prima ancora che il reddito dei produttori».(c.cor.)

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