«Contro i pirati del Po serve la polizia fluviale»
La proposta delle Ggev per contrastare il fenomeno e monitorare il Grande fiume. A settembre l’incontro con la giunta dell’Unione in cerca di soluzioni condivise
GUASTALLA. C'è grande attesa tra pescatori, concessionari di posti barca, guardapesca Fipsas e Guardie ecologiche volontarie di Reggio Emilia per l’audizione, fissata per i primi di settembre, con la giunta dell’Unione dei Comuni della Bassa reggiana, al fine di unire forze e strategie comuni con l’intento di contrastare il fenomeno dei “pirati del Po”. Mercoledì pomeriggio, a Gualtieri, nell’Isola degli Internati, c’è stata una prima sperimentazione che ha visto la partecipazione di tutti i soggetti interessati a difendere le golene dei centri reggiani che si affacciano sul Po da furti e bracconaggio. E in questa prova di “task force” è stata coinvolta anche la polizia municipale dell’Unione dei Comuni della Bassa reggiana.
L’incontro con la giunta dell’Unione, voluto dal sindaco di Gualtieri Renzo Bergamini – che, a sua volta, ha costituito un comitato formato da pescatori, guardapesca, guardie ecologiche e concessionari di posti barca – è nato dalle segnalazioni del guardapesca Fipsas Fausto Daolio. Ma per effettuare controlli più efficienti servono mezzi e uomini. Da qui è nata la proposta di Luisa Borrettini, presidente delle Ggev, condivisa da tutti, di istituire un corpo di Polizia fluviale e di dotarlo di un natante.
Il servizio che dovrà svolgere non sarà solo quello di promuovere azioni di contrasto ai “pirati del Po” ma anche controllare le attività delle imprese che si affacciano sulle sponde reggiane: dalle escavazioni di sabbia ai controlli ambientali tra cui sversamenti di liquami, chiazze oleose, manutenzione di chiatte e bettoline che spesso vengono lasciate in acqua in condizioni precarie, con scafi corrosi dalla ruggine e dalle cui falle escono sospette sostanze inquinanti.
Grazie alla collaborazione con Fausto Daolio e Gianni Bonini, rispettivamente guardapesca e coordinatore della Fipsas di Reggio, abbiamo ripercorso il tratto di fiume tra Riva di Suzzara, nel Mantovano, Luzzara, Guastalla, Gualtieri, Boretto e Brescello, circa 15 km in tutto, dove i “pirati del Po” hanno rubato motori, commesso furti su auto di pescatori e turisti oltre a episodi di bracconaggio. Il viaggio, documentato in un dossier, già on line sul sito della Gazzetta di Reggio è iniziato in località Testa di Ponte, a Riva di Suzzara. E già qui i funzionari Fipsas hanno riscontrato un’anomalia: il cancello del pontile chiuso. La cosa è stata inserita nel loro rapporto perché, come ha sostenuto Bonini «in caso di emergenza in acqua, il cancello deve restare aperto per permettere l’arrivo dei soccorsi».
Il viaggio, via fiume, è proseguito verso la lanca dei “pensionati” nella golena di Luzzara. Anche qui il cancello del pontile era chiuso da un lucchetto. E’ in questa zona che “i pirati del Po” scendono in acqua. Sosta poi alla canottieri “Eridano” al lido Po di Guastalla, dove sono stati rubati pure idropulitrici e rasaerba. Da qui si riparte per raggiungere la lanca di Gualtieri, con giro intorno alla splendida Isola degli Internati. In questa zona sono stati trovati tramagli per la pesca di frodo, mentre il parcheggio è infestato dai ladri che rubano sulle auto e bucano pneumatici. Il guardapesca Daolio ritiene che sia «una tecnica dei “pirati” per tenere lontano eventuali “curiosi” e poter pescare di frodo indisturbati». Da Gualtieri si prosegue verso Boretto: al porto è parcheggiato uno scafo molto attrezzato utilizzato da pescatori stranieri. E infine Brescello:qui i “pirati del Po”, fecero razzìa di motori fuoribordo.
Mauro Pinotti
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