Gazzetta di Reggio

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Delitto, si cercano l’arma e il telefonino

di Tiziano Soresina
Delitto, si cercano l’arma e il telefonino

Castelnovo Monti: nuovo sopralluogo dei carabinieri al Pianello con l’unità cinofila. Il giudice: Kebir resta dentro

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CASTELNOVO MONTI. Che l’omicida Abdelkebir Fettah rimanesse in carcere era una decisione prevedibile (ieri mattina l’ordinanza in tal senso è stata emessa dal gip Angela Baraldi), un po’ meno scontato che sempre ieri i carabinieri si muovessero in forze (alla presenza del tenente colonnello Alessandro Dimichino) per un puntiglioso sopralluogo alla caccia di due cose su tutto: l’arma del delitto e il telefonino della vittima (cioè appartenente al 32enne Andrea Germini).

Oltre alle perlustrazioni con l’ausilio dell’unità cinofila, specializzata nel seguire le tracce di sangue (per cercare di trovare l’arma presumibilmente insanguinata), i militari hanno nuovamente sentito la moglie (Marinella Campani) e altri familiari della vittima.

Una serie di iniziative – portate avanti, in sinergia, dal nucleo operativo di Reggio e da quello di Castelnovo Monti, coordinati dal pm Luisa Serranti – che senza dubbio arrivano sulla scia delle ulteriori rivelazioni fatte dall’omicida e che richiedono riscontri («Oggetti e luoghi – ha detto l’avvocato difensore Noris Bucchi – che potrebbero gettare una luce diversa sulla gravità del fatto»). Ma questo spiegamento di forze significa anche che viene considerato poco credibile – come raccontato da Fettah – il lancio di una pietra come azione omicida che colpisce a morte il 32enne e gli inquirenti ritengono più realistico l’uso di una vera e propria arma (un martello o un cric?). Non solo. Chi indaga non crede che l’elemento scatenante sia una gelosia maturata in ambito lavorativo (nell’azienda agricola a Croce), con l’arrivo un anno e mezzo fa di Andrea (genero del proprietario) che avrebbe completamente destabilizzato il nordafricano, che lì lavorava da tempo ed era trattato con affetto dalla famiglia. Le indagini starebbero andando più a fondo sui rapporti fra i due, perché un peso avrebbero avuto i messaggini inviati da Kebir alla moglie del collega (Marinella Campani, per di più incinta al quinto mese). Sms di troppo, che avrebbero spinto i tre a incontrarsi per chiarimenti alcuni giorni prima dell’omicidio.

Per gli inquirenti il giovane marocchino si era infatuato (non corrisposto) della moglie del collega, equivocando l’accoglienza ricevuta dalla famiglia Campani. E Andrea potrebbe aver pagato a caro prezzo il rimettere al suo posto l’insistente nordafricano. E sul cellulare sparito di Germini potrebbero esserci le prove di come Fettah insidiasse la moglie del collega. Sulla decisione del gip Baraldi (evidente il pericolo di fuga per una persona accusata di omicidio) il difensore Bucchi fa un distinguo: «L’ordinanza è stata emessa sulla gravità indiziaria che, al momento, è indiscutibile, da qui le relative esigenze cautelari. Confido però che lo sviluppo delle indagini porti all’acquisizione di elementi che possano riscontrare le dichiarazioni dell’indagato laddove queste potrebbero attenuare le sue responsabilità».

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