Frutta estiva, è crisi nera e la Regione corre ai ripari
REGGIO EMILIA. La frutta estiva ha conosciuto quest’anno una situazione drammatica con prezzi di vendita in campagna che - dicono i coltivatori reggiani in questi giorni - alla fine, non coprono...
REGGIO EMILIA. La frutta estiva ha conosciuto quest’anno una situazione drammatica con prezzi di vendita in campagna che - dicono i coltivatori reggiani in questi giorni - alla fine, non coprono nemmeno le spese della raccolta.
Quello che è ancor peggio è la mancanza di domanda. Il tutto dovuto ad una serie di concause che iniziano dal maltempo che, pur non influendo sulla qualità delle produzioni di frutta precoce, non ha di certo stimolato i consumi tipici della stagione calda che peraltro quest’anno non è mai arrivata.
Oltre a questo si possono aggiungere le elevate rese di campo, le scarse disponibilità economiche dei consumatori, l’embargo russo ed una certa disaffezione al consumo di frutta da parte degli italiani che avrebbe modo come minimo di essere triplicato.
La situazione per i coltivatori di pesche e susine - a Reggio stiamo parlando di 3mila quintali di produzione - è drammatica ed è per questo che l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni si è da tempo mobilitato per far si che i produttori possano beneficiare di un provvedimento europeo di salvataggio che grazie al ritiro dal mercato di una parte delle eccedenze possa in un certo qual modo restituire una parte di redditività alla coltura.
Per questo motivo dovrebbero nei prossimi giorni essere stanziati, a livello europeo 32,7 miliardi di euro il 90% dei quali per il pagamento del prodotto ritirato ed il 10% da indirizzare alla promozione dei consumi per favorire l’incremento.
Quasi il 50% di questi fondi dovrebbe arrivare all’Italia.
Le pesche purtroppo stanno vivendo questa situazione già da alcuni anni tanto che sono diversi i produttori avviliti che si stanno indirizzando ad estirpare i loro frutteti.
La frutta autunnale, mele e pere sono invece più lungamente e facilmente conservabili ma ugualmente in crisi di domanda e di consumi.
Reggio produce 150mila quintali fra mele e pere ed anche in questo caso, se non interverranno forti inversioni di tendenza, la situazione di mercato seguirà la stessa falsa riga della frutta estiva compreso il rischio estirpazione. (c.cor.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google