«Il nostro futuro legato all’area vasta»
Alessio Mammi presenta gli obiettivi del secondo mandato: «L’area ceramica reggiano-modenese deve contare di più»
SCANDIANO. Il Comune come prima frontiera sia per lo sviluppo sia per la tenuta sociale. Una realtà, quindi, da sostenere e non da trattare come «un semplice centro per la spesa». Alessio Mammi (Pd), sindaco di Scandiano da poco riconfermato con quasi il 67% delle preferenze, vorrebbe un maggior riconoscimento per i Comuni, soprattutto dagli enti di livello superiore, che ultimamente “offrono” principalmente tagli di risorse e pastoie burocratiche, come il blocco al tetto di spesa imposto dal patto di stabilità, la cifra massima che ogni ente deve rispettare per gli interventi, al di là di quella che sia la disponibilità economica presente. Un fronte su cui Scandiano si è schierato apertamente pochi giorni fa, con un appello al governo sul decreto “Sblocca Italia”, per ottenere lo sblocco di otto milioni di risorse.
Dal punto di vista del sindaco: cosa comporta il lavoro di un Comune, in questa fase?
«Noi veniamo spesso trattati come semplici esattori».
Che aspettative avreste?
«Che i Comuni non siano considerati dei centri per la spesa ma, come realmente sono, il motore dello sviluppo».
Cosa serve?
«Maggiore autonomia, e l’accesso a risorse già presenti, che sarebbero utilizzabili con lo sblocco del patto di stabilità, come chiedo da anni».
A Scandiano avete vincoli in questo senso... E progetti?
«Diversi. Nel 2015 avremo un sblocco di 600mila euro dal patto di stabilità per investimenti sull’edilizia scolastica, e riusciremo a connettere con l’internet veloce tutti i poli scolastici del territorio».
Altre iniziative?
«A breve useremo 4,7 milioni di euro, fermi e disponibili già da cinque anni, per risolvere urgenze come gli interventi in piazza Duca d’Aosta, le piste ciclabili e in altre piazze e vie».
Da dove arrivano questi fondi?
«In parte sono stati accantonati per la riqualificazione della Rocca. Abbiamo completato diversi lavori all’interno, e adesso queste risorse le giriamo a necessità più urgenti, assieme ad altri accumulati negli anni».
Tutto molto complicato.
«E’ questo il problema, vogliamo giocare attivamente la partita e ci devono dare una mano per poterlo fare».
Giocare da soli non si può?
«No, anzi. La grande priorità per i prossimi anni è quella di lavorare in sinergia per l’idea della città-distretto, nell’area vasta del comprensorio ceramico».
Assieme a chi?
«Casalgrande, Castellarano e Rubiera nel Reggiano, Sassuolo, Fiorano, Formigine e Maranello nel Modenese».
Un bel gruppo.
«Insieme rappresentiamo uno dei bacini italiani più popolosi e insieme più produttivi: uniti possiamo avere un maggior peso politico».
Con che obiettivi?
«Vogliamo e dobbiamo lavorare con un’unica testa, e con strategie omogenee, a un’idea di area vasta, per ottenere idee e agevolazioni e arrivare a un rilancio del settore ceramico».
Sempre lì si torna?
«E’ la produzione che ha caratterizzato per decenni la nostra zona, e va difeso e riproposto».
Avete anche idee di promozione turistica?
«Sì, con diverse strategie già programmate».
Tipo?
«Al prossimo Cersaie (il salone internazionale della ceramica in programma a Bologna a fine settembre) ci presenteremo come un unico distretto, e lo stesso faremo per Expo 2015».
La grande emergenza di questi anni è il lavoro. E proprio il distretto ceramico ne sa qualcosa.
«Questo è il punto cardine: lavoro e occupazione. E noi abbiamo cercato di dare un segnale nel nostro bilancio».
Come?
«Abbiamo tenuto basse le aliquote per le attività produttive, quasi un punto in meno rispetto ad altri Comuni vicini. Era un modo per dare un segnale, e un appoggio concreto alle aziende».
Con queste difficoltà, ci sono rischi di tagli di servizi?
«No, i nostri servizi rimangono di qualità, a fine anno inaugureremo anche la nuova casa protetta di Arceto, che darà nuove risposte per gli anziani».
E la macchina pubblica?
«Il nostro è da sempre un Comune rigoroso e sobrio, le indennità per gli assessori sono al 50%, i rimborsi spese bassissimi e le indennità dei dirigenti ai minimi inferiori».
Avete lavorato parecchio anche sulla partecipazione.
«E continueremo. Voglio proporre di fare alcune sedute del consiglio comunale nelle frazioni, a rotazione».
La tenuta sociale regge?
«Noi cerchiamo di dare una mano, la politica deve incentivare un protagonismo attivo, un welfare dell’opportunità. Non credo nell’assistenzialismo fine a se stesso».
Nella pratica?
«Siamo molto rigorosi nei controlli, abbiamo anche fatto degli sfratti dalle case popolari, tutto per aiutare chi davvero ne ha bisogno».
Per il futuro, che progetti avete in cantiere?
«Abbiamo incontrato a Roma il demanio per rivedere la concessione della Rocca del Boiardo».
Per quale motivo?
«Vorremmo venisse tolto il canone annuo, e avere la possibilità di ottenere entrate tramite iniziative nella Rocca».
Adriano Arati
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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