Sculture da abbattere, Mazinga senza rivali
Per l’opera di Marco Gerra quasi il doppio dei “dissensi” rispetto alla maxi-scarpa
REGGIO EMILIA. Alla fine, si dirà che ha fatto proseliti, ma il suo “primato” non pare essere in discussione. Nella classifica del kitsch che abbiamo lanciato alcuni giorni fa sul web, la scultura di Marco Gerra che si staglia alla rotonda di Santo Stefano sembra non avere rivali. Del resto, i lettori lo ricorderanno, quando fece la sua comparsa scatenò i commenti e le critiche più feroci. Ebbene, sono passati anni, ma nel cuore dei reggiani , quella che è stata ribattezzata come Mazinga, fatica ancora ad entrarci. Almeno a giudicare dal numero di nostri lettori che - dovendo scegliere in un campionario invero piuttosto vasto di manufatti decisamente fuori contesto - ancora oggi ne vorrebbero l’abbattimento. Il 29% di quanti hanno partecipato al sondaggio vorrebbe svegliarsi una mattina e non vedere più quel braccio di metallo dai colori improbabili sbucare dal nulla. Al secondo posto, ma con la metà dei “dissensi” l’enorme scarpa posta davanti a una scuola di ballo. Tutti, per contro difendono il monumento al parmigiano reggiano che occupa la rotonda alle porte di Bibbiano.
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