«Costretti a vivere con muffa e crepe»
Rione Don Pasquino Borghi: la prostesta dei residenti dei civici 8 e 9. Acer: «Difficile l’accordo coi privati per il restauro»
REGGIO EMILIA. Nel rione don Pasquino Borghi non cadono solo alberi. Il problema dei tronchi cavi che crollano passa in secondo piano rispetto all'intonaco ormai completamente staccato dalla superficie esterna dell'unica palazzina, su sei, non ancora restaurata, quella che comprende i venti alloggi dei numeri civici 8 e 9.
Gli abitanti sono esasperati. I muri scrostati sono il segno più visibile di un degrado che si manifesta con l'umidità che impregna le cantine, il vano scale e il piano terra, le crepe sulle pareti, l'acqua piovana che penetra negli appartamenti e gli spifferi che irrompono attraverso i serramenti decrepiti. «Nel 2007 - denuncia Alex Manzini, che abita al quarto piano del numero 9 - questa palazzina doveva essere sistemata insieme a quella del numero 10. Invece i lavori sono stati compiuti soltanto nell'altra. Viviamo in condizioni di abbandono. In casa mia, quando piove, entra l'acqua. Io pago regolarmente l'affitto di 300 euro al mese, a differenza di altri inquilini che sono assistiti dal Comune o pagano canoni irrisori di 36 euro. Ho il diritto di esigere che vengano fatte tutte le opere di manutenzione necessarie. Acer, invece, non provvede. Lo stabile è talmente decaduto che un proprietario, dovendosi trasferire perchè qui manca l'ascensore, non riesce assolutamente a vendere».
«Questa palazzina - obietta Marco Corradi, presidente di Acer - è l'unica non ancora ristrutturata perchè era in condizioni meno gravi delle altre, a cui si è data la precedenza». La questione è complicata dal fatto che quindici alloggi appartengono al Comune e sono gestiti da Acer, mentre gli altri cinque sono stati riscattati e sono abitati dai proprietari. La palazzina, quindi, è un condominio affidato a un amministratore esterno, il quale, però, deve seguire regole particolari. «I lavori di manutenzione straordinaria - precisa Acer - non vengono decisi secondo la maggioranza dei millesimi condominiali, ma secondo il numero dei proprietari, che sono sei, il Comune più i cinque privati. Per ciascuno di questi potrebbe essere difficoltoso sborsare i circa diecimila euro necessari per il rifacimento del tetto, degli intonaci e degli infissi. Acer ha dovuto superare un ostacolo del genere in via Compagnoni. E' occorso un anno e mezzo soltanto per trovare l'accordo con i proprietari privati, offrendo loro consistenti agevolazioni e rateizzazioni. In settembre verrà presentato all'assemblea condominiale del Don Borghi il piano di ristrutturazione con i preventivi di spesa». La quasi totalità dei residenti, in realtà, è favorevole: «Al numero 8 - riferisce Alex Manzini - tutti hanno firmato per la ristrutturazione. Al numero 9 si oppone soltanto un proprietario». Purtroppo anche un solo voto contrario rischia di bloccare tutto, poichè la quota di chi non paga deve essere intanto ripartita fra tutti gli altri.
Luciano Salsi
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