Gazzetta di Reggio

Reggio

Delitto, l’assassino interrogato per 5 ore

Delitto, l’assassino interrogato per 5 ore

Castelnovo Monti: ha voluto fare nuove dichiarazioni al pm Serranti. L’arma e il telefonino della vittma non si trovano

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELNOVO MONTI. Sono ancora molti gli enigmi che aleggiano attorno all’uccisione del 32enne Andrea Germini da parte del marocchino Abdelkebir Fettah, a partire dal fatto che il pm Luisa Serranti – che coordina le indagini dei carabinieri – non crede alla versione data dal nordafricano, cioè che per difendersi dall’aggressione ha colpito a morte il collega con cui da un anno e mezzo lavorava nell’azienda agricola a Croce.

Enigmi che, però, potrebbero essere stati fugati dallo stesso omicida ieri pomeriggio quando, all’improvviso, ha chiesto tramite l’avvocato difensore Noris Bucchi, di essere interrogato in carcere a Reggio dal magistrato che indaga.

All’appello di questo delitto mancano diversi elementi: l’arma (il lancio di una pietra viene ritenuto poco credibile dagli inquirenti), il telefonino della vittima (cosa contiene di così importante da essere sparito?) di cui “Kebir” dice di non sapere nulla, con l’aggiunta dei dubbi se non sospetti che si concentrano sul posto (in località “Molino Baroni”) in cui è stato commesso l’omicidio.

Per non parlare poi del movente che con il trascorrere dei giorni si starebbe sempre più concentrando sui rapporti personali, perché un peso avrebbero avuto i messaggini inviati dal nordafricano alla moglie del collega (Marinella Campani, per di più incinta al quinto mese). Sms di troppo, che avrebbero spinto i tre a incontrarsi per chiarimenti alcuni giorni prima dell'omicidio.

Per gli inquirenti il giovane marocchino si era infatuato (non corrisposto) della moglie del collega, equivocando l'accoglienza ricevuta dalla famiglia Campani. E Andrea potrebbe aver pagato a caro prezzo il rimettere al suo posto l'insistente nordafricano. E sul cellulare sparito di Germini potrebbero esserci le prove di come Fettah insidiasse la moglie del collega.

Sinora non sono stati ritrovati dai carabinieri (ritornati in forze sul luogo del delitto, anche con un’unità cinofila specializzata nel seguire le tracce di sangue) nè l’arma (la frattura alla nuca può far pensare a qualcosa di simile ad un martello) nè il cellulare di Germini.©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google