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L’ostello La Rocchetta tornerà presto a splendere

L’ostello La Rocchetta tornerà presto a splendere

Correggio: dopo gli orti di San Francesco, il Comune passa a corso Cavour Il sindaco: «Il rilancio del centro parte anche da piccole azioni di manutenzione»

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CORREGGIO. Dopo il sopralluogo effettuato agli orti della chiesa di San Francesco, mercoledì mattina l’amministrazione ha visitato l’ostello “La Rocchetta”, in corso Cavour, per valutare assieme al gestore, il correggese Claudio Bertolini, piccole opere di manutenzione straordinaria di cui avrebbe bisogno la struttura. Dagli accertamenti non sono emersi cedimenti o problemi strutturali, ma l’edificio in cui ha sede l’ostello – di proprietà comunale e dato in gestione mediante una convenzione al gestore Claudio Bertolini – ha manifestato piccoli problemi di umidità che hanno poi comportato problemi più grossi agli intonaci, in alcune parti ben visibili ai visitatori. E tralasciare questo deterioramento penalizzerebbe di certo l’ostello che, invece, oggi conta ottime presenze. Con le sue sei camere e 25 posti letto, l’ostello ha infatti una media di mille e 800 pernottamenti annui e tanti dei suoi clienti sono stranieri che arrivano a Correggio proprio per la presenza della struttura, ottimo punto di partenza per le successive mete. «Per questo – afferma il sindaco Ilenia Malavasi in visita all’ostello insieme all’assessore ai Lavori pubblici Fabio Testi – bisogna cercare di mantenere bello e fruibile questo edificio che è anche un pezzo della storia della nostra Correggio». L’attuale configurazione dell’ostello “La Rocchetta” risale infatti al 1887, quando la realizzazione della linea ferroviaria e della stazione portò alla demolizione di buona parte dell’edificio originario per permettere l’accesso alla stazione da Corso Cavour.

Accantonato il progetto, l’ostello (ristrutturato nella facciata) divenne poi sede della caserma dei reali carabinieri e del carcere mandamentale. Un edificio, quindi, che appartiene alla memoria storica dei correggesi e che il primo cittadino vuole mantenere integro nella sua bellezza e accessibilità. «Questo è un recupero che contribuirà ad ampliare maggiormente l’accoglienza turistica. Per questo valuteremo con attenzione tutti i preventivi e vedremo di inserire la spesa al prossimo bilancio, perché laddove con piccole opere di manutenzione siamo in grado di fare operazione di recupero e valorizzazione di un bene comune, l’amministrazione non può certo tirarsi indietro». Il recupero, inoltre, rientra in un’operazione più ampia che mira alla cura del centro storico. «Accudire le strutture del centro e non lasciarle degradare, mantenerle e rendere più belle, permetterà di rendere il centro anche visivamente più attrattivo, di richiamare più turisti e, di conseguenza, di dare di più anche alla rete commerciale».

Silvia Parmeggiani

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