«La crisi è grave, bisogna correre»
Delrio torna a casa: «Abbiamo fatto la più grande rivoluzione legislativa della nostra storia»
REGGIO EMILIA. «Sono stati mesi di corsa, ma non basta fare le leggi, occorre che atterrino sulla testa delle persone». Ma ha anche aggiunto che in Italia c'è ancora troppa burocrazia, ci sono troppe tasse e troppa corruzione e c'è invece poca ricerca innovazione. Sta in queste prime parole che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio ha pronunciato dal palco della tenda centrale di Festareggio il bilancio dei primi sei mesi del governo Renzi. Il quale, ha detto Delrio, «ha fatto la più grande rivoluzione legislativa della storia repubblicana».
Accolto da un lungo applauso da una platea numerosa e vogliosa di salutare l'ex sindaco e in cui spiccavano Pierluigi Castagnetti e sindaci Andrea Tagliavini e Massimo Gazza, (assenti invece i parlamentari e consiglieri regionali), Delrio ha scelto di sviluppare un ragionamento più che fare proclami. Consapevole – e lo ha riconosciuto – che «la congiuntura economica è peggiore di quello che pensavamo e per questo dobbiamo continuare a correre».
Delrio ha scelto non di parlare di risultati eclatanti e risolutivi, anche se non ha mancato di far notare che numerose misure sono state prese. Si è detto consapevole che il governo Renzi per cambiare verso ha ancora molta strada da fare. E davanti ai suoi concittadini, che lo guardavano dritto negli occhi, il sindaco sapeva anche che non poteva dire che tutto va bene. E allora ha aggiunto che «l'Italia non può fare da sola, ma ha bisogno di un Europa che faccia investimenti e che sviluppi un'azione come quella fatta da Obama che consenta di competere non solo con gli Usa ma anche con India e Cina».
E allora ha chiesto tempo per portare a compimento l'azione intrapresa, che ha ricordato, è partita con la soppressione delle Province e la creazione delle città metropolitane e la riforma della pubblica amministrazione e la revisione della spesa, che ha consentito di reperire gli 80 euro finiti nelle tasche di 11 milioni di italiani.
Poi Delrio ha posto l'accento sul fatto che in sei mesi è stata raggiunto l'obiettivo del passaggio della riforma istituzionale salvaguardando per la prima parte della Carta Costituzionale per superare il bicameralismo perfetto e cambiare la ripartizione delle competenze tra Stato Regioni ed Enti Locali. I cui risultati – ed è questo il tasto su cui più volte è tornato – richiedono tempo e soprattutto la capacità dei cittadini di chiedere e pretendere il cambiamento che tarda ad arrivare perché ci sono i frenatori che vivono sui privilegi. E ha rivolto l’invito ai cittadini a non rassegnarsi, ma ad aiutare il governo nella sua azione.
Roberto Fontanili
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