«Per il lambrusco grave danno al marchio»
Il presidente del Consorzio di tutela dei Vini Reggiani, Davide Frascari, torna a parlare dello scandalo della sofisticazione che ha coinvolto anche il nome del lambrusco soprattutto per...
Il presidente del Consorzio di tutela dei Vini Reggiani, Davide Frascari, torna a parlare dello scandalo della sofisticazione che ha coinvolto anche il nome del lambrusco soprattutto per tranquillizzare i consumatori. «Questa gente, nei confronti della quale auspichiamo tolleranza zero, è assolutamente estranea al mondo della produzioni tanto che non si tratta di aziende associate al nostro consorzio». Purtroppo il fatto che questa colossale frode alimentare, che da sola vale un terzo del fatturato vitivinicolo della nostra provincia, sia scoppiato proprio a Reggio, penalizza in modo particolare l’immagine del nostro prodotto anche se il Lambrusco Doc era solo una delle 24 etichette incriminate. Il danno d’immagine ovviamente è gravissimo. «Si tratta di un vino da ‘costruire’ – precisa il presidente Frascari – venduto nel suo kit in bag in box e destinato sicuramente a mercati esteri dove probabilmente questi prodotti trovano spazio. Da noi non avrebbero mercato. Un prodotto, non necessariamente tossico, ma sicuramente illegale visto che il nostro disciplinare di produzione non prevede questa tipologia di preparazione. Del lambrusco però hanno usurpato il marchio». (c.c.)
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