Delitto: è muro contro muro fra pm e difesa
Chi indaga non crede all’omicida, ma Bucchi replica: «Fettah collabora, rivelando tutto della vicenda»
CASTELNOVO MONTI. E’ sempre più muro contro muro fra accusa e difesa sull’omicidio di Andrea Germini. I carabinieri – coordinati nell’inchiesta dal pm Luisa Serranti – restano scettici sul racconto del delitto da parte del 28enne Abdelkebir Fettah, nonostante l’ultimo interrogatorio-fiume voluto proprio venerdì pomeriggio dall’omicida. La pensa diversamente l’avvocato difensore Noris Bucchi che, senza entrare nei dettagli, definisce così la posizione del suo assistito: «Fettah dopo alcuni incontri con me in carcere si è determinato a fare dichiarazioni in ottica collaborativa con le indagini. Ha rivelato – rimarca il legale – tutti i risvolti della vicenda, ha raccontato diversi fatti nuovi e precisato meglio quelli esposti in precedenza. Ritengo che abbia risposto in maniera completa alle domande sotto il profilo della dinamica dell’omicidio e sulle ragioni di quel tragico fatto. A questo punto non intendo intraprendere altre iniziative, salvo attendere gli eventuali riscontri dei carabinieri. Mi determinerò – conclude – agli esiti dell’autopsia che sinora non sono stati depositati». Ma le ultime 5 ore d’interrogatorio non devono aver convinto granché gli inquirenti, visto che sono proseguite le ricerche sia di un oggetto che s’assomigli ad un’arma (nessuna pietra insanguinata è stata trovatea nel luogo del delitto, il che stride con il racconto dell’assassino), sia del telefonino della vittima (i carabinieri sospettano che il marocchino l’abbia fatto sparire quando ancora pensava di farla franca, visto che ha cercato anche di distruggere, incendiandolo, il cadavere). Gli inquirenti, quindi, non si spostano dall’ipotesi di omicidio volontario: Fettah ha ucciso il collega perché si era infatuato (non corrisposto) della moglie della vittima e in quel luogo appartato in località “Molino Baroni” vi è stata la resa dei conti.(t.s.)
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