Gazzetta di Reggio

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«Gli aumenti? Servono per nuovi bus»

di Evaristo Sparvieri
«Gli aumenti? Servono per nuovi bus»

Il presidente Seta Odorici replica alle critiche e contrattaca: «Senza rincari si rischia il disavanzo... che pagherà il Comune»

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REGGIO EMILIA. «Senza l’adeguamento delle tariffe diventa impossibile far quadrare i conti e portare avanti gli investimenti. E se l’azienda chiuderà in disavanzo, dal momento che ha tra i suoi soci gli enti locali, saranno proprio i Comuni a dover far fronte al passivo». Risponde per le rime. E difende il servizio di trasporto pubblico locale, rimettendo il pallino nelle mani del Comune e annunciando di aver portato a termine molti degli interventi richiesti nei mesi scorsi. Così Pietro Odorici, presidente di Seta, intende replicare agli attacchi arrivati da utenti, amministratori e sindacati: «Non c’è traccia dei cantieri nelle fermate? – afferma – Quelli spettano al Comune. Nel nostro deposito, officine e carrozzerie sono state aperte tutta l’estate per mettere a punto la flotta».

Presidente Odorici, piovono critiche da ogni parte. Ma avete fatto qualcosa per migliorare la situazione?

«I “nostri” cantieri sono stati sempre aperti. Ci eravamo impegnati nelle scorse settimane a fare una serie di interventi che stiamo ora facendo e portando avanti. Quanto ai lavori alle fermate, quelli spettano all’amministrazione. Sono operazioni che ovviamente Seta vede di buon occhio, così come quando si parla di preferenziali, e non possiamo far altro che sollecitare che i lavori vengano fatti al più presto».

E voi? Nel frattempo su cosa vi siete impegnati?

«Le officine sono state sempre al lavoro. Abbiamo revisionato tutte le macchine che prenderanno servizio nei prossimi giorni, abbiamo sostituito tutta la selleria vandalizzata, abbiamo fatto una pulizia straordinaria interna su tutti i bus, sanificandoli. Poi abbiamo finito di installare le paratie per gli autisti che ci avevano chiesto i sindacati. C’eravamo impegnati per la centrale operativa con controllo satellitare di tutti i mezzi: sarà pronta ad inizio anno scolastico. E abbiamo attivato e sistemato tutte le obliteratrici».

Detta così, sembra che tutto funzioni. Gli utenti però la pensano in maniera decisamente diversa.

«È chiaro che non potevamo dare una risposta sul fronte della sostituzione dei mezzi a gpl, che rallentavano in presenza di temperature elevate. Il meteo ci ha favoriti, ma per una sostituzione di questi mezzi, 57 su circa 200, serve un piano investimenti che non si risolve in breve tempo. Su certe considerazioni che sono state fatte, tuttavia, non posso che dirmi amareggiato».

Addirittura?

«Da un lato si chiede la sostituzione di autobus a gpl, con i sindacati che chiedono 25 nuovi autisti. Da un altro lato abbiamo un esercizio e quindi un programma sul tpl con aspetti di antieconomicità. Come è possibile fare investimenti senza un aumento delle tariffe, che poi altro non è che un adeguamento alle soglie regionali?».

Il Comune non è affatto d’accordo con i rialzi.

«Noi abbiamo fatto un incontro alla fine del mese di luglio in Regione in cui erano presenti tutti i sindaci e l’assessore regionale Peri: tutti si sono impegnati ad arrivare ai primi di settembre per l’adeguamento delle tariffe obiettivo. Modena ha già in parte deliberato. E anche Piacenza lo farà a breve».

Ok. Ma Reggio non sembra intenzionata a seguirli...

«Noi non abbiamo contributi pubblici che coprono i costi del servizio. Con i tagli dello Stato, nel 2014 abbiamo avuto 900mila euro in meno. Lo stesso avverrà sarà nel 2015. Le richieste continue non si possono fare senza ritoccare l’aumento tariffario. L’azienda, ad esempio, fuori dal piano industriale aveva ipotizzato entro fine anno di investire un milione di euro per l’acquisto di autobus extraurbani da immettere nel bacino di Reggio, in sostituzione di mezzi da rottamare. Non possiamo essere penalizzati dal mancato adeguamento. I ricavi del traffico sono importanti per il pareggio, dovendo coprire il 35% del bilancio. E puntiamo ad aumentare i passeggeri».

E gli autisti? Ciò che gli utenti tollerano meno è il fatto che siano sempre al telefono...

«Siamo intervenuti con un giro di vite su questo versante. Abbiamo preso provvedimenti disciplinari, ma non è che di colpo si possa azzerare questo fenomeno. C'è stato un abuso dell’uso del telefono e ci auguriamo che in un arco di tempo ragionevole venga definitivamente debellato».

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