Furto nella chiesa di Casteldaldo
Carpineti: furto sacrilego, rubate la madonna e le immagini sacre. Sparite anche le stampe che rappresentano la Via Crucis
CARPINETI (Reggio Emilia). Una chiesa violata, una Madonna rubata. È un furto insolito, e particolarmente doloroso per gli abitanti, quello scoperto venerdì mattina alla chiesa di Casteldaldo, borgata carpinetana nella zona che da Valestra porta verso Bebbio.
Un luogo di culto gestito dal vicariato parrocchiale carpinetano, dove non vive stabilmente alcun sacerdote, e utilizzato principalmente per le funzioni religiose del fine settimane e per ricorrenze particolari.
E sistemato in una zona abbastanza isolata, in fondo a una strada che poi termina nel bosco, con solo una casa – dove vive una famiglia nordafricana ospitata dalla parrocchia – a poca distanza.
Non a caso l’effrazione è stata scoperta solo nella mattina di venerdì, nonostante vi sia un sistema di allarme, e non è ancora chiaro quando abbiano agito i ladri.
Certa è invece la dinamica. I malviventi hanno spaccato la porta di legno sull’ingresso laterale dell’edificio, e una volta all’interno hanno portato via alcuni arredi, con un criterio ancora poco chiaro.
Sono sparite una statua della Madonna, usata per alcune cerimonie, e una serie di stampe e di immagini, fra cui quelle che rappresentano la Via Crucis. Non si tratta però di oggetti di particolare valore, se non dal punto di vista storico per i fedeli locali.
Non sono antichi, né realizzati da artisti celebri, né tantomeno con materiali preziosi.
«Dispiace più che altro per la violazione subìta, e per il legame che c’era con questi oggetti, più che per il valore economico», commenta il parroco di Carpineti, monsignor Guiscardo Mercati.
«La statua della Madonna è di quelle realizzate ad Ortisei, bella, ma come tantissime altre che si trovano in molte chiese italiane. A comprarla nuova, si può spendere qualche migliaio di euro, al massimo», spiega.
«E le immagini non sono speciali. Si tratta di alcuni quadri degli anni ’30 e di altri più recenti, delle semplici stampe sistemate in cornici normalissime. Non credo fossero particolarmente esperti, qualche opera di maggior pregio artistico, se non di valore, c’era, e non l’hanno toccata».
Come sono stati ignorati i paramenti sacri e gli oggetti del culto.
«Mi viene da pensare che siano ladri che vogliano rivendere questo materiale a qualche mercatino dell’antico e dell’arte, non riesco a immaginare altro, perché davvero non si tratta di opere di valore speciale, un’altra ipotesi sensata per ora non la trovo», aggiunge monsignor Mercati.
I carabinieri di Carpineti, avvisati dell’effrazione, hanno iniziato le indagini, partendo dai rilievi nella chiesa di Casteldaldo, ed ora sono impegnati in un tentativo di ricostruzione del furto, cercando di capire se vi siano collegamenti anche con quelli avvenuti nello stesso periodo nella frazione carpinetana di Valestra (di cui parliamo nel pezzo sotto), non lontano dalla borgata.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
