«Parco Ottavi, progetto da ripensare»
L’assessore all’urbanistica Alex Pratissoli: «A Mancasale servono infrastrutture e soprattutto la banda larga»
REGGIO EMILIA. Spesso si usa la parola “sfida” come un’iperbole, ma nel caso della delega che il sindaco Luca Vecchi ha assegnato ad Alex Pratissoli, quel termine ci sta tutto. Cos’è se non una sfida quella che attende il nuovo assessore all’urbanistica del Comune: «Da un lato - spiega Pratissoli nel suo ufficio all’ex tribunale - occorre dare continuità a una trasformazione che è già in atto da alcuni anni e che è stata sancita nel Psc recentemente approvato. Dall’altro, la crisi che ha interessato in questi anni anche il nostro territorio in maniera pesante, ci spinge a ripensare il ruolo dell’urbanistica».
Invero, più che un ripensamento, quello che ha in mente Pratissoli è un vero e proprio ribaltone. «Finora infatti l’Urbanistica - spiega l’assessore - ha condizionato i mutamenti sociali e le stesse azioni di welfare. Ora dobbiamo far sì che avvenga il contrario, ovvero che sia lo strumento urbanistico a dare risposte ai mutamenti nella società, alle esigenze di coesione sociale». Più che a progetti e masterplan, Alex Pratissoli sembra lavorare a un vero e proprio “manifesto” dell’Urbanistica a Reggio Emilia. Un manifesto in cui «l’Urbanistica e in particolare la rigenerazione urbana diventino il driver, lo astrumento per far ripartire il llavoro».
E sulla carta geografica della città, da Nord a Sud, puoi trovare tutte le declinazioni di questo ambizioso obiettivo. Con qualche sorpresa. Quando infatti proponiamo all’assessore di partire per questo viaggio, magari dall’area Nord, lui sceglie un punto che non t’aspetti.
MANCASALE. «Per me - dice - l’area industriale di Mancasale è pienamente dentro il progetto dell’Area Nord, e non solo perché rappresenta il cuore storico dell’industria reggiana ma perché ha bisogno di riacquisire competitività». La fotografia che l’assessore fa dello stato di salute dell’area industriale di Mancasale non nasconde alcun angolo buio: «Quell’area - sottolinea Pratissoli - presenta oggi diversi problemi, sul piano delle infrastrutture, su quello delle infostrutture, su quello ambientale e dei servizi». In altre parole, se nella nostra città esiste un luogo in cui si avverte la necessità di una ripartenza dalla crisi, questo luogo non è tanto il centro storico (con gli interventi urbanistici in atto che fanno in qualche modo da contraltare ai tanti, troppi negozi chiusi), bensì proprio Mancasale. «A Mancasale - spiega - c’è una scarsa illuminazione, mancano parcheggi, non c’è una farmacia e mancano svariati altri servizi. Ma la cosa di cui quelle aziende che operano nella zona senza collegamenti veloci. E oggi la banda larga è una condizione assolutamente imprescindibile per essere competitivi. Da questo punto di vista - afferma Pratissoli - il nostro ruolo sarà quello semplificare il più possibile l’accesso di queste aziende alle nuove tecnologie». Infine a Mancasale c’è un problema ambientale, legato alla presenza dell’insediamento di Iren che comprende il depuratore e l’impianto di compostaggio. Già da un anno la Provincia ha imposto a Iren di ridurre fino a dimezzarla l’area di compostaggio. Il nostro obiettivo è arrivare alla delocalizzazione di quell’impianto, anche per porre fine al problema degli odori che questa attività comporta».
Potrebbe sembrare l’ultimo dei problemi, ma per l’assessore all’urbanistica non è così: «Spesso - dice - si commette l’errore di pensare che Mancasale sia un luogo inabitato. Non è così: per 12 ore al giorno almeno è più popolato di altre zone e anche lì c’è gente che ha scelto Mancasale per viverci».
LE EX REGGIANE. Se il lavoro (da rilanciare, da far ripartire e forse anche da inventare ) è la stella polare del mandato di Pratissoli e della giunta di cui è stato chiamato a far parte, è anche vero che ciascuna zona della città necessita di un approccio diverso perché diversa è la natura del lavoro che in quella zona si può rigenerare. Mancasale resta così il cuore del manifatturiero, il centro storico è il luogo dei mestieri e delle professioni, l’area delle ex Officine Reggiane è - nei desiderata della giunta - il luogo del lavoro innovativo: «Con questo spirito è nato e vive il capannone 19 attorno al quale, nei capannoni 17 e 18 vogliamo portare le eccellenze dell’innovazione. Attorno a questo progetto c’è interesse: l’obiettivo è rendere l’area nord quella a più alto investimento sul capitale umano». L’innovazione, tuttavia non è tale se non contamina. Così sarebbe sbagliato “ghettizzare” l’innovazione nell’area nord: «In questo senso - sottolinea Pratissoli - si spiega il Fab Lab ai Musei».
LA GRANA PARCO OTTAVI. Intanto però, la giunta Vecchi ha ereditato dalle precedenti una grana, quella di Parco Ottavi. A Ovest della città, tra cantieri abbandonati e qualche casa che sembra nel deserto, c’è l’istantanea del più grande “bagno di sangue” che l’edilizia reggiana. Quello che doveva diventare l’intervento edilizio che avrebbe cambiato volto a quella parte di città che guarda la via Emilia che da Reggio porta a Parma ora è forse l’area più grande della città che ha bisogno di riqualificazione. Al di là della ferita politica, al di là delle ripercussioni che le vicissitudini della vecchia Cmr hanno avuto nell’edilizia, la ferita urbanistica è ancora più che mai aperta. «Sembra un paradosso - esordisce Pratissoli - ma quello l’unico intervento edilizio già completamente urbanizzato e da lì bisogna ripartire». Non certo per dare seguito a quello che era il progetto iniziale: «Adesso - dice - quello è un non-luogo, che tuttavia, anche per le ragioni che sottolineavo prima, oggi è comunque frequentato. Occorre recuperare quell’area, ripensandola. Serve un nuovo masterplan con una forte collaborazione tra pubblico e privato. Penso che si possa ad esempio ipotizzare per quel luogo una vocazione sociale, magari con la creazione di atttrezzature sportive . Intanto, per parte sua, ora il Comune gestirà una delle questioni più importanti per quell’area, soprattutto in questo frangente. Sto parlando alla manutenzione del verde che in quell’area, non può essere assolutamente trascurata e anzi deve essere fatta in maniera assolutamente continuativa ».
massimosesena
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
