«Gli occhiali hanno evitato il peggio»
Il racconto della seconda vittima: «Si sono avvicinati all’improvviso e mi hanno detto: tiè»
REGGIO EMILIA. «Non volevo fare denuncia. Ma quando ho letto dell’altra signora sul vostro giornale, mi sono detta che fosse giusto denunciarlo, affinché le forze dell’ordine facciano qualcosa». Così Daniela, 50 anni, ci racconta della disavventura subita venerdì.
Dove è successo tutto esattamente?
«Eravamo all’imbocco del parco del Diamante, diretti su via Gorizia. Mio marito era davanti a me di qualche metro con il nostro cane. Io dietro. Erano circa le 19».
E’ più o meno lo stesso orario rispetto a quando l’altra signora è stata aggredita. Con i due che sono fuggiti, in effetti, verso la vostra direzione. Come erano?
«Erano due giovanissimi, forse 15-16 anni. Uno alla guida di una bicicletta da donna, l’altro in piedi. Ricordo che questo aveva in testa un berretto rosso, e forse era rossa pure la felpa».
Poi cosa è successo?
«Ho sentito che hanno detto qualcosa. Non ricordo bene. Ma qualcosa di sgradevole, di beffardo. Forse un “tiè”. Io non avevo rivolto loro nemmeno una parola. Poi, ho sentito che mi hanno spruzzato addosso qualcosa. Non ho capito subito cosa».
Ha iniziato subito a sentirsi male?
«Per fortuna, porto gli occhiali. Non mi è arrivato negli occhi. Ma ho iniziato a sentire bruciare la pelle, un senso di gonfiore e di affanno. Io poi sono particolarmente impressionabile: ho iniziato a chiedermi chissà cosa mi hanno spruzzato, se magari potevo essere allergica. Sono dovuta rimanere in casa la sera. Non stavo bene».
E’ riuscita a vedere cosa hanno usato?
«Ho intravisto che era una bomboletta gialla. Forse di quelle al peperoncino, utilizzate per autodifesa. Mi chiedo come ragazzi così giovani possano esserne venuti in possesso...».
Aveva mai visto quei due ragazzini?
«No, non mi sembra di averli mai visti prima di venerdì. Ho chiesto anche in giro subito dopo, ad altri giovanissimi che erano in zona seduti sulle panchine, ma nessuno ha saputo dirmi qualcosa. Penso solo che se questo fosse capitato a qualche persona più anziana di me, o magari se mi fosse arrivato negli occhi, sarebbe andata molto peggio. E’ una situazione pericolosa, le conseguenze possone essere gravi. E’ giusto denunciare questo episodio. Affinché non ricapiti ancora». (el.pe)
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