Ici non dovuta, restituiti oltre 10 mila euro
Luzzara, il Comune risarcisce una trentina di cittadini che avevano versato la tassa per edifici rurali
LUZZARA. Venticinquemila euro restituiti ai cittadini e che arrivano direttamente dalle casse comunali. Il Comune di Luzzara ha infatti emesso rimborsi per complessivi 10.500 euro per Ici versata e non dovuta, da una trentina di contribuenti, su immobili per i quali è stata riconosciuta la sussistenza dei requisiti di ruralità. In particolare, questo è stato possibile grazie a una nuova norma (il Decreto Legge 102/2013) che stabilisce la retroattività di detti requisiti, anche ai fini fiscali, per gli immobili agricoli e alla volontà dell’amministrazione comunale di accogliere l’interpretazione più favorevole agli agricoltori. Sono stati inoltre emessi rimborsi per altri complessivi 15mila per somme versate per permessi di costruire, relativi ad interventi edilizi solo parzialmente realizzati.
«Una pubblica amministrazione che restituisce soldi ai cittadini – commenta il sindaco Andrea Costa – è purtroppo in Italia un caso più unico che raro. Essere in regola noi per primi rispetto a quello che dobbiamo restituire ai nostri contribuenti è l’unico modo per poter chiedere legittimamente che i cittadini versino quel che è dovuto: dare prima di ricevere non è solo un insegnamento cristiano ma è la regola del buon amministratore».
La restituzione di oneri conferma la crisi non ancora conclusa del settore edilizio, che più di tutti ha pagato la difficile congiuntura che da qualche anno attanaglia l’intero paese.
«Nei momenti difficili - spiega ancora Costa - finanziare imprese private, agricole ed edili restituendo denaro significa dare ossigeno. Il rimborso delle somme versate per permessi di costruire è indice di un mercato edilizio lontano dalla ripresa. Come amministrazione comunale non siamo preoccupati. Attraverso una variante del piano regolatore stiamo inoltre togliendo aree edificabili per farle tornare terreno agricolo. Siamo infatti convinti che lo sviluppo non passa attraverso l’uso indiscriminato del territorio ma attraverso la valorizzazione delle eccellenze che ci contraddistinguono, come è il caso della nostra agricoltura».
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