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IL PROGETTO L’expo 2015 guarda al Po

di Paolo Cagnan
IL PROGETTO L’expo 2015 guarda al Po

Il turismo fluviale come volano non solo ambientale per attirare nuovi visitatori con pacchetti turistici per valorizzare il grande fiume. Ecco le idee di Giampietro Comolli

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BORETTO. Forse, qualcosa si muove. Lento come una barca con motore da 15 cavalli, che viaggia placidamente lungo il Grande Fiume. Forse, qualcuno ha (finalmente) capito che Reggio Emilia non può restare tagliata fuori dal business di Expo2015. Ma senza sinergie non si va da nessuna parte.

Giampietro Comolli, l’idea ce l’ha in testa da qualche anno. C’erano anche i soldi, e non pochi: stanziati prima dal governo Prodi, poi da Berlusconi: sistemazioni idrauliche, pulizia degli argini, ma anche valorizzazione e promozione dell’ambiente fluviale, proprio per il lancio in pompa magna del turismo lungo il Grande fiume. Poi però, quei fondi stanziati dal Cipe vennero destinati al terremoto dell’Aquila. Così, l’imprenditore piacentino si è ritrovato con un progetto ormai avviato, e ha fatto di necessità virtù. Il progetto si chiama UnPoxExPO2015 e il distretto Emilia Ducale è uno dei nove che lo compngono. Non confini amministrativi, ma percorsi tematici uniti da leadership di prodotto.

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«Oggi - spiega Comolli - si parla di turismi al plurale, di velocità di accesso alle informazioni, di spazi e di tante cose da vedere e fare insieme, soprattutto si cerca un turismo di territorio, di temi culturali che vuole comodità, semplicità, viabilità e trasporto. I costi contano, ma sono una scelta diversa che dipende dal target, dipende dalla domanda. Oggi il turismo di una nazione, di una città si fa partendo da due cose: domanda e target».

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I nove distretti si snodano lungo il Po: ognuno con un tematismo proprio. Il distretto “Emilia Ducale” coinvolge Parma-Reggio-Carpi ed è dirimpettaio a quello di Cremona-Mantova di sponda sinistra dedicato alla musica, al torrone, alla mostarda al melone a una piramide del Gusto. Lungo la sponda destra del fiume prosegue il distretto dell'Oltrepo pavese e piacentino imperniato su conservazione e vie della memoria, pomodoro, biodiversità; precede quello del Delta Parco dedicato all'albergo diffuso e al pesce di fiume e di mare.

 

 

«In dettaglio - ancora Comolli - il Distretto va dalle terre Verdiane alle terre di Guareschi. Una Emilia capitale della musica, della storia italiana del dopoguerra: una naturale diversa visione guelfa e ghibellina, in salsa emiliana, cioè con ironia e con una bontà e solidarietà che si tocca con mano. Il distretto Emilia Ducale punta tantissimo sui temi dell'ecosostenibilità alimentare e ambientale, sussidiarietà e solidarietà sociale e civile, perché è nello spirito degli abitanti abituati a convivere e a condividere l'amore-paura del grande fiume e di tutte le cose connesse, il quale fiume diventa Grande, inizia ad avere dimensione e ampiezza da bacino di navigazione».

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Nella Bassa reggiana fluviale brilla Boretto, capitale portuale del fiume: primo vero approdo attrezzato che si incontra dalla sorgente e che ha in Guastalla un punto di riferimento con la Borsa Fluviale annuale coordinata dalla Confesercenti. Il Po, spiega al “resto del mondo” il dossier del progetto, si può dividere in due grandi tronchi, quello fino a Piacenza-Cremona (meno portato alla navigazione commerciale, più canoe e motoscafi privati e associazioni Canottieri) e quello fino al Delta e Venezia, sicuramente un competitor importante per tutti i grandi fiumi d'Europa. E sappiamo quanto gli altri Paesi abbiano imparato a sfruttare questa nicchia di mercato.

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Nicchia? Oggi, il turismo fluviale europeo vale 3,1 miliardi di euro l'anno con 12 milioni di presenze: e l'Italia dov’è? Il distretto Ducale si presenta a 22 milioni di visitatori di Expo come una meta dedicata al buongusto e alla buona tavola, con luoghi e borghi fluviali ricchi di storia , di arte, di musei.

Su tutti Correggio e il suo museo, la casa museo di Guareschi, il museo dell'arte del bijoux a Casalmaggiore, l'ex monastero benedettino di San Giorgio che in 300 anni aiutò a bonificare migliaia di ettari paludosi fino a Rovigo. Se Parma ha in Verdi e Culatello due leadership, Reggio Emilia detiene la grande produzione del Parmigiano Reggiano. Il progetto UnPOxExPO2015 vuole portare nelle latterie migliaia di turisti perché “tocchino con mano” l'origine vera di uno dei formaggi più imitati al mondo. E poi il Lambrusco, biglietto da visita del made in Italy. E ancora l'aceto balsamico di Reggio (insieme a quello tradizionale della vicina Modena).

Reggio è anche sede e traguardo di un variegato percorso di sport all'aria aperta. Le attività non agonistiche a piedi, nordic walking, fast walking, in bici, mountain bike, a cavallo sono caratterizzanti l'ambito e l'ambiente pianeggiante, massimo dislivello da un argine all'all'altro: la sponda destra emiliana del fiume da Boretto a Soarza e viceversa è un percorso in bici fra più attrezzati che permette di vedere e entrare direttamente “con il percorso2 nelle culatelleria sotto terra, da Sorbolo e Brescello fino a Boretto ( l'antica boritu per i cispadani e gli etruschi, dove le anse a ritroso del fiume aperto consentivano il guado dei buoi).

Altri due centri del percorso che il progetto vorrebbe valorizzare sono Poviglio e Guastalla, Castelnuovo con l'EcoMuseo rurale, la maestosa tenuta agricola Greppi simbolo di una vita di corte per tutte le famiglie contadine (con immagini al cinema), i fontanili e le valli di Novellara, la golena di Gualtieri con il suo orologio e la Collegiata fino a Luzzara per traghettarsi già in terra Mantovana d'oltrepo con Reggiolo e Gonzaga una difronte all'altra. Terra della Bassa dai sapori decisi dei salumi dell'Emilia Ducale, soprattutto quelli cotti zampone e capello.

«Il progetto UnPOxExPO - chiosa Comolli - punta anche a far conoscere realmente la realtà produttiva che non trova spazio nei cluster delle commodities vegetali del sito Expo Rho dove le immagini virtuali e multimediali, convegni e portali sostituiranno la realtà.

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