Minacce via Facebook contro Piazza grande
Sul web, un collaboratore del periodico replica a frasi razziste: «Sei una zecca, veniamo a prenderti»
REGGIO EMILIA. «Chi accusa un nostro collega di essere una zecca e lo minaccia perché fa considerazioni antirazziste, in qualche modo minaccia tutti noi e il giornale che diffondiamo. Con piacere vi dico che condivido quanto detto sul profilo di Piazza Grande Reggio Emilia e che sono una zecca anche io».
Con questo post Matteo Ierio, della comunità Papa Giovanni XXIII entra dritto alla polemica, scoppiata on line, dopo la tragica notizia dell’assassinio di Andrea Germini, il 31enne di Castelnovo Monti, ucciso dal 28enne Abdelkebir Fettah, il cittadino marocchino che lavorava come lui nell’azienda agricola del suocero. Sui siti e sui social network che riportavano la notizia, si sono scatenati anche commenti violenti e razzisti per l’origine straniera del giovane attualmente fermato con l’accusa di omicidio. Un dibattito sul quale è intervenuto anche sulle nostre pagine on line anche un redattore della storica pubblicazione di strada di Bologna, fatta nascere da persone senza fissa dimora e che da qualche tempo è sbarcata anche a Reggio. Peccato, però, che il confronto dialettico sia sfociato in vere e proprie minacce. Quelle che sono arrivate poi all’indirizzo del profilo Facebook di “Piazza Grande”. Epiteti offensivi e parole come: «Veniamo a prenderti molto presto, sappiamo dove sei zecca, sarai tra i primi a pagare, ora puoi andare alla polizia postale».
Le reazioni, in difesa del redattore e contro un attacco tanto vile e gratuito, sono state subito molte. Oltre a numerosi messaggio di solidarietà, una redattrice della stessa testata ha postato sulla pagina Facebook la sua fotografia con in mano il giornale e un messaggio: «Io sono Chiara, sono un essere umano, sono antifascista e sono Piazza Grande. Sono minuscola, solo una cellula...ma sono Emercency. Sono Vittorio Arrigoni. Sono Partecipazione. Se si attacca una sola cellula, si attacca anche me, si attaccano anche tutte noi "zecche", che cerchiamo di succhiare via, goccia dopo goccia, quello schifo fatto di odio e prevaricazione che avvelena le vene del mondo». Da lei, l’iniziativa: «Invito tutti quelli che condividono questa lotta quotidiana, a fare la stessa cosa, mettendoci la faccia, ora e ogni volta che accade una cosa come questa». La risposta di Iori non si è fatta attendere.
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