Non muore il ricordo dei disertori tedeschi
L’omaggio di Albinea ai quattro soldati che settant’anni fa furono fucilati per aver aiutato i partigiani
ALBINEA. «A settant’anni di distanza Albinea non dimentica». E onora il ricordo di coraggiosi soldati tedeschi antinazisti, giustiziati dai loro stessi commilitoni per aver aiutato i partigiani italiani il 26 agosto del 1944. Da quasi vent’anni Albinea è gemellata con la comunità berlinese di Treptow-Kopenick, un’amicizia sancita da numerosi scambi reciproci. Nata dalla storia, sanguinosa ma densa di eroismo, della Seconda Guerra Mondiale. Al centro, la figura di Hans Schmidt, un maresciallo tedesco del Quinto Corpo d’Armata, parte delle truppe tedesche che dall’8 settembre del 1943 hanno occupato l’Italia dopo l’armistizio. Schmidt, originario proprio di Treptow Kopenick, operava ad Albinea come telegrafista, nelle sedi del comando insediate a Villa Rossi e Villa Calvi, nella zona de Le Botteghe. Era il centro principale per le comunicazioni collegate direttamente col Reich in Germania, una postazione centrale per le operazioni italiane dei nazisti. Schmidt, attratto dalle idee socialiste, era ormai estremamente critico verso la causa hitleriana, e così altri suoi quattro giovani compagni d’arme, segnati dai tanti fatti di sangue, rappresaglie che avevano colpito la popolazione civile. Tanto da prendere una decisione coraggiosa quanto rischiosa: iniziare a collaborare con i partigiani di Reggio, in quella fase ormai ben organizzati. L’idea di Schmidt era quella di diventare un disertore, creare una compagnia mista di resistenti italiani e tedeschi, e lottare insieme. Questa complicità fu però scoperta, con conseguenze tragiche, il 26 agosto. Quella notte Schimdt decise di consegnare un radiotelegrafo ai partigiani, e di far loro catturare due ufficiali nazisti protagonisti di azioni criminali. A rovinare tutto, involontariamente, il lancio di un bengala da parte di un aereo inglese, impegnato in tutt’altra operazione. La luce generò infatti l’allarme generale nel comando tedesco, Schmidt venne scoperto e ucciso dai commilitoni tedeschi, che sospettavano di lui da tempo. Non andò meglio agli altri quattro disertori. Erwin Bucker, anch’egli maresciallo, fu colpito a morte mentre cercava di fuggire. Erwin Schlunder, Karl-Heunz Schrever e Martin Koch furono catturati e giustiziati poche ore dopo. Qualche mese dopo i partigiani, rinforzati da soldati stranieri, riuscirono poi a espugnare Villa Rossi durante la famosa Operazione Tombola, omaggiata di recente con libri e dischi. Un pezzetto di merito va riconosciuto a chi tracciò la rotta, i cinque disertori tedeschi. «Cinque giovani vite spezzate in nome di una guerra nella quale non credevano più, morti per qualcosa che voleva esserne l’esatto contrario, la celebrazione della vita e della pace», come li definisce oggi il Comune di Albinea. Figure mai dimenticate, visto il gemellaggio stretto con il distretto Berlinese di Treptow Kopenick, paese natale di Hans Schmdit. Villa Rossi è invece ufficialmente un luogo di memoria, e in piazza Caduti Alleati di Villa Rossi, a Botteghe, fa bella mostra di sè il monumento “Mai più”. «Il coraggio di Hans Schmidt rivive nella memoria degli albinetani e delle istituzioni che, ogni anno, commemorano a Villa Rossi quei tragici momenti», ricorda l’amministrazione. E a breve un altro passo sarà compiuto, in questo senso. Dall’8 al 10 settembre il paese accoglierà una delegazione di studenti dell’Istituto Merian: «Sarà un’occasione per ricordare quei drammatici giorni e onorare la memoria di quei soldati. A settant’anni di distanza Albinea non dimentica».
Adriano Arati
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