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Sylve, una perizia sulla sicurezza nel bus

Sylve, una perizia sulla sicurezza nel bus

Un esperto valuterà il blocco-porte, i segnalatori all’autista e i documenti relativi a revisioni e guasti

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REGGIO EMILIA. Fra un mese ritornerà sotto i “riflettori” giudiziari la tragica morte – alla fermata del bus di viale Piave – del 14enne Sylvester Agyemang.

Il gip Antonella Pini Bentivoglio ha infatti disposto (su richiesta del pm Stefania Pigozzi che coordina le indagini dei carabinieri) l’incidente probatorio che ora metterà nel mirino il nuovo “jumbo” di Seta sotto sequestro (cioè quello della linea 2 partito in quel tragico 13 gennaio alle 7 e 10’ da Rubiera) finito al centro dell’inchiesta dopo il clamoroso errore di identificazione del mezzo.

Al perito Stefano Battistini vengono chiesti lumi sui sistemi di sicurezza-blocco delle porte del bus “incriminato”, entrando nei meccanismi di funzionamento con il mezzo fermo e in movimento, senza dimenticare la verifica sia della possibilità di attivazione degli stessi da parte dell’autista, sia dell’esistenza di segnalatori al conducente della loro entrata in funzione.

Agli accertamenti tecnici sarà associata l’analisi dei documenti relativi al “jumbo”, cioè immatricolazione, revisioni, segnalazione di guasti, commesse di lavorazione, interventi di manutenzione. In sostanza, attende il perito un lavoro complesso che richiederà tempo e ciò, ovviamente, farà slitttare anche la chiusura dell’inchiesta. Per la procura è già certo che il mezzo aveva avuto problemi alle porte, prima dell'incidente in cui ha perso la vita il ragazzino e dopo. Lo provano i tagliandi di segnalazione arrivati nell'officina del deposito di via del Chionso, dove sono stati anche registrati gli interventi di manutenzione eseguiti. E alcuni risalgono al periodo posteriore all'incidente, con un probabile peso sull'utilità della perizia. E potrebbe avere un peso anche il fatto che il giorno dell'incidente il conducente – che ha sempre dichiarato di non essersi accorto di quanto avvenuto a Sylvester – avesse segnalato all'officina il guasto alle porte. Un fatto che si collega alle testimonianze dei ragazzini che viaggiavano sul mezzo quel giorno: raccontarono al magistrato che l'autista, dopo la fermata di Porta Santa Croce in cui Sylvester morì, si fermò per richiudere la porta rimasta aperta. Infine la fermata del bus in viale Piave in cui è avvenuta la tragedia: essendo ancora in corso le indagini resta “cristallizzata” e dovrebbe essere l’ultima a vedere avviati i lavori di sicurezza annunciati dall’amministrazione comunale in vista dell’inizio dell’anno scolastico. (t.s.)

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