Spray urticante, un'altra vittima dei bulli
Ancora una donna nel mirino dei due ragazzini in bicicletta che avevano già mandato all'ospedale una 48enne
REGGIO EMILIA. Dopo la denuncia della 48enne di via Gorizia aggredita venerdì nel tardo pomerigio con uno spray urticante da parte di due adolescenti nei pressi di via Roncina, arriva la testimonianza di un’altra vittima dei due baby-bully.
Il secondo episodio è avvenuto a pochi minuti di distanza dal primo, che aveva fatto finire all’ospedale l’inserviente di origine russa presa di mira. Siamo a poche centinaia di metri di distanza, verso il parco del Diamante. E’ qui infatti che una donna di 50 anni, venerdì verso le 19, stava passeggiando assieme al marito, che la precedeva di pochi: stavano portando a spasso il loro cane.
A spruzzarle in faccia dell’urticante sono stati ancora due ragazzini: uno era alla guida della bicicletta, l’altro era invece caricato in piedi dietro le sue spalle. La descrizione che ne fa la donna è la stessa che aveva fatto alla Gazzetta la prima vittima: due giovanissimi, di non più di 15-16 anni, il secondo dei quali con in testa un berretto, a bordo di una bicicletta da donna.
Alla 50enne per fortuna è andata meglio: nonostante lo spray spruzzatole a distanza ravvicinata dai due ragazzini, mentre li ha incrociati, non ha riportato danni agli occhi. E, al contrario della prima vittima, non è stato necessario per lei ricorrere alle cure del pronto soccorso per far smettere il senso di gonfiore e rossore avvertito sulla pelle e il senso di fastidio provocato alle vie respiratorie.
Il disagio e il malessere riportati, però, sono stati forti. Sostenuta dal marito che ha visto come lei i due allontanarsi rapidamente, è dovuta correre a una vicina fontana per bagnarsi il volto e il collo. Per carcere di portare sollievo al fastidio provocatole sulla pelle dalla sostanza gettatale contro.
Sul primo episodio, sono in corso indagini da parte dei carabinieri per cercare di identificare i due bulletti. Alla luce di questo secondo episodio, il quadro cambia sensibilmente: a questo punto, non si può più ritenere che si sia trattato di un episodio isolato, ma dell’azione “seriale” di due ragazzini che con in mano un’arma vera e propria – ci sono anche corpi di polizia che ne hanno non a caso in dotazione – stanno seminando il panico tra il Foscato, la Roncina e il quartiere dell’Orologio.
E dopo la denuncia della seconda vittima, non si esclude che sempre venerdì siano state altre le persone prese di mira. Per un gioco che non è solo di cattivo gusto, ma che può provocare anche lesioni e conseguenze serie.
LA TESTIMONIANZA. Il racconto della seconda vittima: «Si sono avvicinati all’improvviso e mi hanno detto: tiè»
«Non volevo fare denuncia. Ma quando ho letto dell’altra signora sul vostro giornale, mi sono detta che fosse giusto denunciarlo, affinché le forze dell’ordine facciano qualcosa». Così Daniela, 50 anni, ci racconta della disavventura subita venerdì.
Dove è successo tutto esattamente?
«Eravamo all’imbocco del parco del Diamante, diretti su via Gorizia. Mio marito era davanti a me di qualche metro con il nostro cane. Io dietro. Erano circa le 19».
E’ più o meno lo stesso orario rispetto a quando l’altra signora è stata aggredita. Con i due che sono fuggiti, in effetti, verso la vostra direzione. Come erano?
«Erano due giovanissimi, forse 15-16 anni. Uno alla guida di una bicicletta da donna, l’altro in piedi. Ricordo che questo aveva in testa un berretto rosso, e forse era rossa pure la felpa».
Poi cosa è successo?
«Ho sentito che hanno detto qualcosa. Non ricordo bene. Ma qualcosa di sgradevole, di beffardo. Forse un “tiè”. Io non avevo rivolto loro nemmeno una parola. Poi, ho sentito che mi hanno spruzzato addosso qualcosa. Non ho capito subito cosa».
Ha iniziato subito a sentirsi male?
«Per fortuna, porto gli occhiali. Non mi è arrivato negli occhi. Ma ho iniziato a sentire bruciare la pelle, un senso di gonfiore e di affanno. Io poi sono particolarmente impressionabile: ho iniziato a chiedermi chissà cosa mi hanno spruzzato, se magari potevo essere allergica. Sono dovuta rimanere in casa la sera. Non stavo bene».
E’ riuscita a vedere cosa hanno usato?
«Ho intravisto che era una bomboletta gialla. Forse di quelle al peperoncino, utilizzate per autodifesa. Mi chiedo come ragazzi così giovani possano esserne venuti in possesso...».
Aveva mai visto quei due ragazzini?
«No, non mi sembra di averli mai visti prima di venerdì. Ho chiesto anche in giro subito dopo, ad altri giovanissimi che erano in zona seduti sulle panchine, ma nessuno ha saputo dirmi qualcosa. Penso solo che se questo fosse capitato a qualche persona più anziana di me, o magari se mi fosse arrivato negli occhi, sarebbe andata molto peggio. E’ una situazione pericolosa, le conseguenze possone essere gravi. E’ giusto denunciare questo episodio. Affinché non ricapiti ancora».
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