Sadon, una nuova asta per l’affitto
Vetto: scaduto il contratto triennale con la Rondine ma si spera nel rinnovo
VETTO. È con altissima attenzione che i dipendenti e gli amministratori dell’area montana osservano la fase di passaggio che sta attraversando la ceramica Sadon di Vetto che, nel 2009, era stata al centro di una procedura fallimentare, e che fu data in affitto al Gruppo Rondine, solidà realtà ceramica di Rubiera. Ora però i tre anni di contratto stipulato con il tribunale fallimentare di Reggio sono scaduti e dunque è stata aperta la possibilità, da parte dello stesso tribunale, di presentare offerte migliorative che portino a un nuovo contratto di affitto. All’inizio dell’estate tutti i sindaci della montagna avevano sottoscritto un appello affinché venisse rinnovato l’affitto alla Rondine, che in tre anni aveva riportato indici positivi per lo stabilimento con sede a Buvolo. L’impressione è che l’invito a proporre offerte alternative sia un passaggio formale che consentirà di poter rinnovare – se non ci saranno altre offerte (cosa che al momento è molto difficile prevedere vista la situazione del settore) – il contratto con la Rondine che avrebbe anche manifestato interesse alla possibilità, una volta verificato che la Sadon può generare utile (traguardo che sui tre anni appena scaduti è stato raggiunto solo al terzo) di acquistarla a titolo definitivo. Spiega il sindaco di Vetto Fabio Ruffini: «Come sindaci della montagna avevamo espresso l’auspicio che si potesse rinnovare l’affitto, così da consentire la prosecuzione della positiva esperienza degli ultimi tre anni. I passaggi tecnici di questa fase non li conosco con precisione – dice – ma credo che l’apertura di questa sorta di nuovo bando da parte del tribunale fosse un passaggio dovuto. Non preclude comunque in alcun modo la possibilità di proseguire l’esperienza con il gruppo Rondine. La nostra priorità resta ovviamente il mantenimento di un polo produttivo ed occupazionale che ha un ruolo fondamentale per Vetto e per tutta la montagna: tra i circa 100 addetti che lavorano a Buvolo ci sono vettesi, ramisetani, ma anche castelnovesi, e di altri comuni appenninici». Nello stabilimento di Buvolo il gruppo Rondine ha mantenuto la storica produzione di battiscopa, nelle varie tipologie e formati. Una scelta rinforzata anche da investimenti tecnologici effettuati negli ultimi anni, che hanno consentito di mantenere una parte importante dell’attività produttiva del Gruppo nell’area montana, permettendo ad oltre novanta addetti specializzati di conservare il legame con il loro territorio. Presso questi impianti negli ultimi anni sono stati annualmente prodotti circa tre milioni di metri quadri di pavimenti, rivestimenti e battiscopa in gres porcellanato. (l.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
