Imprenditori e banche Lettera al presidente Abi
Scandiano: firmata da una cinquantina di artigiani aderenti a “Interessicomuni” promossa da Angelo Santoro per chiedere un incontro con Antonio Patuelli
SCANDIANO. Una lettera al presidente delle banche italiane, per ottenere un anno di respiro dai debiti, per poterli «onorare e allo stesso tempo uscire dalla situazione di crisi». L’hanno firmato in questi giorni una cinquantina di imprenditori e artigiani reggiani, in difficoltà lavorative ed economiche, che martedì 26 agosto si sono ritrovati a Fogliano, radunati da Angelo Santoro dell’associazione“Interessicomuni”. In questi mesi Santoro sta operando per evidenziare le disfunzioni del sistema creditizio, che hanno creato tanti problemi in una congiuntura già difficile, e per dare visibilità a numerosi imprenditori che in questi anni – fra le conseguenze della crisi e il complesso rapporto con le varie banche e realtà di fornitura di credito – si sono trovati spesso in situazioni durissime, perdendo lavoro, beni e serenità.
Santoro, dopo una serie di altri incontri ad inizio agosto, ha chiamato per una cena ed una chiacchierata una cinquantina di queste persone a Fogliano. Più che a mangiare si è pensato a come muoversi, con la realizzazione di una lettera da inviare ad Antonio Patuelli, il presidente di ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, che raduna tutti gli istituti di credito nazionali.
Sottoscritta da tutti i presenti, che si presentano come imprenditori «della provincia di Reggio Emilia in difficoltà oggettive che, per colpa della crisi generale che ha colpito l’economia italiana, si trova attualmente in uno stato di tensione con i rispettivi istituti di credito membri dell’associazione che lei presiede».
Il loro obiettivo è di riuscire ad incontrare Patuelli, magari tramite il loro delegato Santoro, per poter discutere «la possibilità che venga accolta dai medesimi istituti una proposta di sospensione temporanea di dodici mesi, esatti, di tutti i pagamenti dei nostri debiti e contemporaneamente di qualunque azione legale nei nostro confronti da parte delle banche coinvolte».
Con questo anno di alleggerimento, sostengono, potrebbero riuscire a riprendersi nelle loro attività. La sospensione viene definita quindi «la testimonianza di voler onorare i debiti contratti con il sistema bancario, ma nel contempo poter proseguire le proprie rispettive attività per uscire da questa situazione momentanea di crisi di mercato e di liquidità».
I dodici mesi di proroga richiesti, puntano, assieme a “Interessicomuni”, a «trovare con i nostri rispettivi istituti di credito una soluzione definitiva per proseguire nella restituzione e nel saldo del debito contratto prima che si perda nel labirinto delle “discutibili” agenzie di riscossione che acquistano in blocco le nostre botteghe dove lavoriamo, e le nostre case dove viviamo con i nostri anziani e i nostri bambini al 10% di quanto pagate e dalle stesse banche finanziate». Il riferimento è da un lato dalle conseguenze per le persone in difficoltà con il debito, che spesso rischiano di perdere abitazioni e i risparmi di una vita. Dall’altro, alla gestione del debito fra banche e agenzie di riscossione, che a volte crea degli spazi di opacità operativa.
La speranza è che Patuelli possa incontrare Santoro, per poter formalizzare la richiesta di sospensione di un anno, «possa essere discussa e poi eventualmente accettata dalle banche rappresentate dalla vostra illustre associazione».
Adriano Arati
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