In vendita uno dei simboli del Medioevo
Canossa: la diocesi di Reggio e Guastalla non riesce più a mantenerlo e cerca un acquirente per il castello di Rossena
CANOSSA. Uno dei simboli del medioevo reggiano in vendita, ambìto da operatori turistici e da privati. Il castello di Rossena è in cerca di acquirenti: l’attuale proprietario, la diocesi di Reggio Emilia, annuncia di volerlo cedere, e lo fa sul sito internet del complesso architettonico http://castleofrossena.com/it/. È una delle principali rocche del complesso difensivo dei Canossa all’epoca della guerra fra papa e imperatore e una struttura bellissima, perfettamente funzionante e mantenuta.
Pochi anni fa sono stati compiuti altri lavori di ristrutturazione, realizzati con il sostegno statale. È usato come dimora, ristorante, spesso come sede di seminari e convegni.
A differenza di altri castelli della zona, è sempre stato abitato in questi secoli, e così è sempre stato sottoposto a migliorie, per renderlo vivibile e adeguato ai tempi. Se da un lato in questo modo ha perso la connotazione e l'architettura originaria del periodo matildico, dall’altro è arrivato sino ad oggi in ottime condizioni, torreggiante su un colle da cui si domina tutta la media val d'Enza, con un panorama impressionante, attorniato alla base dalle belle case in sasso del borgo omonimo, altrettanto suggestivo e non a caso meta di tantissimi turisti. Una situazione ben diversa da quella del vicino castello di Canossa, di cui rimangono solo alcune parti del complesso dell’epoca, ma che mantiene ovviamente l’impronta medievale, piuttosto sfumata a Rossena.
La diocesi di Reggio Emilia, a cui appartengono le mura, da tempo vorrebbe vendere il castello, per le enormi spese di mantenimento e di gestione che richiede per essere tenuto aperto. Il corpo di edifici in pietra, le vie di accesso e i giardini sono bellissimi, ma vanno curati costantemente e con attenzione. Ed è questo il problema principale, sia per la diocesi – che vuole cedere per tagliare fortemente le spese – sia per i potenziali acquirenti.
Il costo che andrebbe a incidere, per chi compra, non è solo quello del passaggio di proprietà, comunque elevato, ma quello necessario per farlo funzionare a regime.
«Se cerchi una proprietà di lusso in Italia, il castello medievale di Rossena è in grado di stupirti per prestigio, storia e collocazione privilegiata», scrivono i gestori sul portale dedicato al castello. In questo periodo storico, è difficile che gli enti pubblici possano farsi carico di una spesa simile, a partire dal Comune di Canossa.
L’acquisto delle mura, con uno sforzo, sarebbe accessibile, ma rimarrebbe poi il problema della gestione e delle utenze. Il boccone però è parecchio prelibato, e non manca l’interesse. Un gruppo di operatori turistici, attivi fra Reggio, Parma e Modena, sta riflettendo sulla possibilità di mettersi insieme per cercare una trattativa con la diocesi.
Difficile che si possa pensare a un acquisto diretto, però almeno a una gestione che possa sfruttare maggiormente le potenzialità turistiche del luogo e di consentire così un più facile ammortizzamento dei costi. Un’altra alternativa che manterrebbe la rocca aperta sarebbe quella di una fondazione, o di un’altra forma associativa similare, che dovrebbe nascere proprio per farsi carico di Rossena.
In questo caso gli enti pubblici, dal Comune a quelli di grado superiore, potrebbero rientrare in gioco, ma anche qui, senza l’intervento di qualche grande realtà privata in vena di mecenatismo, l’operazione si annuncia ardua.
La terza strada, ventilata anche nell’annuncio, è quella dell’acquisizione da parte di un privato. O di qualcuno di enormi mezzi che voglia trasformarla in una residenza di campagna unica. O qualcuno che punti a valorizzarne l’attrattività come struttura ricettiva, dai servizi e dalle tariffe parecchio elevate. In questo modo, però, si perderebbe il ruolo pubblico del castello, uno dei simboli della val d’Enza.
Adriano Arati
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