L'appello dopo il furto: «Ridatemi il pc con le foto di Andrea»
La 33enne ha perso il compagno due mesi fa: ora si rivolge ai ladri che le hanno rubato l’auto con dentro il computer
REGGIO EMILIA. Tre mesi fa la morte del compagno Andrea Benassi, stroncato a soli 36 anni dalla malattia che nel giro di un paio di mesi se lo è portato via. Ora, un’altra tegola: il furto dell’auto, subito mentre era parcheggiata nei pressi di un parchetto nel quartiere Quinzio dove stava facendo giocare i figlioletti, Mattia di 2 anni e mezzo e Chiara di appena dieci mesi. Ma non è per l’auto che Katia Baccarani, 33 anni, ora rivolge un appello ai ladri. Bensì, per il computer che era custodito all’interno della vettura: «Ci sono dentro tutte le foto scattate con Andrea. Per favore, ridatemelo».
Tutto è successo martedì, tra le 19 e le 20, in via Piaggia. «Avevo parcheggiato la C3 nera vicino al parco, poi con un’amica e i miei due bambini siamo stati a giocare. E’ stato lì che a un certo punto mi sono accorta che la borsa con dentro i pannolini dei bambini, e dove dentro c’erano le chiavi della macchina, non c’era più» racconta Katia. Dopo qualche ricerca, il tentativo di capire quello che era successo, la verità ben presto è venuta fuori. «Quando siamo andati a vedere dove avevamo lasciato l’auto, questa non c’era più» spiega.
Evidentemente, il ladro quando si è trovato in mano le chiavi ha pensato bene di portarsi via direttamente l’auto. Trovarla, tra le altre parcheggiate, non gli deve essere stato poi troppo difficile. «Dentro c’erano i seggiolini dei miei bambini, attorno al cambio il ricordino del mio compagno. Ma soprattutto, dietro, c’era il mio computer» sottolinea Katia.
E dentro a quel portatile, c’erano i ricordi di una famiglia fino a pochi mesi fa felice e unita: le immagini di quando Andrea stava bene, i suoi giochi con i bambini, i momenti di tenerezza con la compagna. Prima della terribile malattia che, diagnosticata all’inizio dell’anno, nel giro di due mesi lo ha strappato all’amore di Katia, dei figlioletti e del resto della famiglia.
Per questo, nonostante le difficoltà e un comprensibile pudore nel rendere nota una vicenda tanto intima, Katia Baccarani ha deciso di lanciare un appello. «In questo anno ne sono successe davvero troppe. Ci mancava anche solo che mi rubassero l’auto, che tra l’altro era del mio compagno – racconta la giovane mamma – Ora, non è tanto per il valore dell’auto che mi preoccupo: era assicurata e speriamo di risolvere la cosa in qualche modo. Ma in quel computer c’è un pezzo delle nostre vite che, purtroppo, è perduta per sempre se non ritroverò quel computer».
Lo sguardo di Katia è quello di una donna battagliera, quello di chi nonostante le difficoltà sta cercando di rimboccarsi le maniche, di farsi forza, di andare avanti. Per il bene dei suoi bambini. Nel ricordo dell’amore grande che ha vissuto. Ma di fronte all’ennesima batosta, ha deciso di chiedere aiuto, di lanciare un appello. Perché non si tratta di destino bensì di qualcuno che ha un nome e un cognome, che forse sarà difficile acciuffare per le forze dell’ordine. Ma che potrebbe, ed è quello che spera Katia, mettersi la mano sul cuore e restituire almeno quel computer, il cui valore per altro è di poche centinaia di euro. Lei, dal canto suo, è disponibile anche a una ricompensa.
«Intanto, io e i bambini siamo costretti a vivere fuori casa, perché il ladro ci ha rubato anche le chiavi. E fino a che non cambio la serratura, non mi fido a rimanerci da sola» confida.
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