Un caposaldo inespugnabile
CANOSSA. Il castello di Rossena è parte della ricca storia medievale di queste terre, legate principalmente al dominio dei Canossa fra decimo e undicesimo secolo, quando nelle colline reggiane si...
CANOSSA. Il castello di Rossena è parte della ricca storia medievale di queste terre, legate principalmente al dominio dei Canossa fra decimo e undicesimo secolo, quando nelle colline reggiane si decidevano i destini di imperi e papati.
Il primo complesso difensivo viene costruito attorno al 950, parte della linea militare voluta dai Canossa nella strategica fascia appenninica, che protegge Roma dalle possibili calate dal Nord. Nel 1076 la contessa Matilde prende le redini della famiglia, e subito viene coinvolta nella disputa fra il pontefice Gregorio VII e l’imperatore del Sacro Romano Impero, Enrico IV, che viene scomunicato.
Nel gennaio del 1077 l’imperatore arriva sui colli canusini per chiedere il famoso “perdono” al papa, ottenendo la revoca della scomunica dopo tre giorni di attesa nella neve.
In questi anni di conflitti e combattimenti, la rocca di Rossena è uno dei principali capisaldi matildici, considerato praticamente inespugnabile.
Nei secoli seguenti, la proprietà passa a diverse famiglie nobili, italiane e stranieri, dai Da Correggio ai Farnese, all’epoca duchi di Parma e Piacenza. Ad inizio del diciannovesimo secolo lo ottiene l’ex moglie di Napoleone, Maria Luisa d’Austria, imperatrice di Francia, e nel 1847 finisce sotto la responsabilità degli Este, duchi di Modena e Reggio. Nel 1871 viene venduto al conte Luigi Ratti Opizzoni, poi alla famiglia Tirelli e infine alla diocesi reggiana. (adr.ar.)
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