Gazzetta di Reggio

Reggio

«I ladri mi hanno ridato i miei ricordi»

di Elisa Pederzoli
«I ladri mi hanno ridato i miei ricordi»

La giovane madre aveva lanciato un appello per ritrovare il computer che custodiva le foto del compagno morto 3 mesi fa

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REGGIO EMILIA. Lo ha trovato nella cassetta della posta. Un biglietto bianco scritto con calligrafia incerta e qualche errore di ortografia, iniziato a penna e poi ultimato a matita. Ma il messaggio era chiaro: «La tua macchina è in via Luthuli». Non era uno scherzo: l’auto rubata lunedì pomeriggio era proprio là. Dentro, il prezioso computer con tutte le foto di Andrea.

Dopo l’appello rivolto ai ladri attraverso la Gazzetta, arriva un insperato lieto fine alla disavventura di Katia Baccarani 33 anni. La giovane mamma di Masone ci aveva raccontato del furto dell’auto, subito mentre era al parco con i suoi figlioletti Chiara 10 mesi e Mattia due anni e mezzo. E del suo dispiacere per aver perso, con la vettura, il suo computer portatile che custodiva le ultime fotografie del suo compagno, Andrea Benassi, morto a soli 36 anni il 15 maggio scorso: strappato all’amore della sua famiglia da un male che nel giro di tre mesi se lo era portato via. Per questo, la donna aveva trovato la forza di rivolgere un appello ai ladri. Con la speranza che si mettessero una mano sul cuore e le restituissero almeno quel computer, con tutti i ricordi di un’armonia familiare finita purtroppo troppo presto.

Forse, dopo aver saputo la storia di Katia, il ladro in questione si è messo davvero una mano sul cuore. E ha deciso inaspettatamente di rispondere subito a quell’appello accorato. «Alle 12 quando sono tornata a casa e ho controllato la posta ho trovato il biglietto e le chiavi – racconta Katia – Non riuscivo a crederci. Ho chiesto al marito di una mia amica di accompagnarmi per vedere se era davvero come c’era scritto. E quando siamo arrivati in via Luthuli la mia auto, che un tempo apperteneva ad Andrea, era proprio lì».

Non solo. E’ bastato fare un primo rapido controllo per scoprire che nessuno aveva toccato niente. E dentro, lasciato al suo posto, c’era anche il prezioso computer della 33enne. Con tutte le fotografie di Andrea.

Sorridere Katia mentre racconta di questo piccolo miracolo. Di come, stavolta, per fortuna le cose siano andate come dovevano. E lei sia potuta tornare non solo in possesso dell’auto – prenderne un’altra avrebbe rappresentato per lei un bel problema ora che è rimasta sola e senza un lavoro – ma anche di quella sorta di scrigno che è un computer. Dove tutti custodiamo pensieri e immagini che ci stanno a cuore. Ma che per Katia e i suoi bambini sono ancora più preziosi. Perché Andrea non è più con loro. E i suoi bambini solo dai racconti di chi lo ha conosciuto, e da quelle fotografie, potranno imparare a conoscerlo mano a mano che diventeranno grandi. Forse, è proprio questo che il ladro ha pensato quando ha letto la storia di Katia. O forse, ha capito che questa giovane mamma ne ha già passate abbastanza. E non meritava anche questa.

«Sono andata dai carabinieri. Ho raccontato tutto. Mi hanno detto che avrei dovuto chiamarli, che non dovevamo andare da soli. Hanno ragione. Ma in quel momento, pensavo solo alle nostre cose da ritrovare».

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