Pd, il comitato per Bonaccini va di corsa
Promotori al lavoro per colmare il ritardo rispetto agli altri candidati. E a Reggio il prodiano Bianchi è senza sostenitori
REGGIO EMILIA. Spiazzati. Così nel Pd reggiano hanno accolto la candidatura alle primarie del segretario regionale uscente, Stefano Bonaccini, che dopo la “rinuncia” del sindaco di Imola, Daniele Manca, è stato l’ultimo ad ufficializzare la propria discesa in campo, in una lista finora di altri quattro avversari – capitanata dal parlamentare, Matteo Richetti – destinata probabilmente a cambiare anche nei prossimi giorni. Il limite temporale è il 9 settembre. Oltre quella data, infatti, i giochi saranno definitivamente chiusi. E solo allora si conosceranno effettivamente tutti i candidati alla successione di Errani, con indiscrezioni che vorrebbero Palma Costi, presidente dell’Assemblea legislativa, pronta a fare un passo indietro, lasciando campo aperto proprio a Bonaccini.
Una decisione che cambierebbe anche gli scenari reggiani, dove finora sono stati lancaiti ufficialmente solo i comitati a favore di Richetti e dell’ex sindaco di Forlì, Roberto Balzani: il primo sostenuto da una nutrita schiera di promotori capeggiati, tra gli altri, dal sindaco di Boretto, Massimo Gazza, e dal giovane, Michele Delrio, figlio del sottosegretario; i secondi, invece, appoggiati da esponenti di area civatiana, come Roberta Ibattici, Dario De Lucia e Federica Franceschini. A Palma Costi, invece, avrebbe dato invece il suo appoggio l’assessore comunale, Mirko Tutino, che ora sembra intenzionato a virare verso Bonaccini, al pari del sindaco Luca Vecchi (“orfano” di Manca) e dell’assessore Valeria Montanari.
Proprio da questo nucleo, e dall’ex sindaco di Casalgrande, Andrea Rossi, dovrebbe spuntare nei prossimi giorni il comitato elettorale del segretario regionale, che sarebbe coordinato nella nostra provincia dal consigliere comunale, Lanfranco De Franco. Un comitato che si troverà costretto a fare i conti con un ritardo sulla tabella di marcia rispetto agli altri, già da giorni al lavoro per la raccolta firme. In alto mare, invece, il comitato a sostegno dell’assessore regionale all’Istruzione, Patrizio Bianchi, sebbene sostenuto dai prodiani bolognesi e sul quale, al pari di Costi, girano voci di un probabile abbandono della competizione. Ed è all’interno di questo caotico quadro che il segretario provinciale Pd, Andrea Costa, e i consiglieri regionali uscenti, Roberta Mori e Marco Barbieri, sono in cerca di una collocazione: nomi in pole per una candidatura, ma ora alla finestra. Esponenti rispettivamente bersaniani e lettiano, quindi senza un candidato che sia effettiva espressione delle proprie area. È per questo che, nei prossimi giorni, potrebbero convergere verso Bonaccini. Al fianco di Richetti, invece, è certa la presenza dell’altro consigliere regionale, Beppe Pagani, che punta ad un assessorato.
E mentre continuano le grandi manovre, comincia a prendere il via anche la campagna elettorale. «Credo che quella di Richetti sia una scelta coraggiosa - afferma Massimo Gazza – La sua non è una candidatura sul singolo, ma su un’idea di Emilia-Romagna pronta ad affrontare le sfide per continuare ad essere leader in Italia e in Europa». Quanto ai civatiani, allontano le voci di una rinuncia di Balzani, proprio per lasciare campo a Richetti: «Escludo al 100% che Balzani si possa ritirare – sostiene Roberta Ibattici – trovo antipatico che qualcuno metta in giro queste voci ogni volta che alle primarie si presenta un outsider». E se per qualcuno il derby tra i due big modenesi – Bonaccini contro Richetti – è stato letto come l’ennesimo segnale di un raffreddamento dei rapporti tra Matteo Renzi (a favore del primo) e Graziano Delrio (a favore del secondo), c’è chi come Mirko Tutino auspica che questa campagna elettorale «non rievochi vecchi scontri tra Ds e Margherita: non farebbero bene al Pd e sarebbero antistorici».
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