«Tante detrazioni per aiutare le famiglie»
Cadelbosco Sopra, approvato il bilancio di previsione. il sindaco: «No all’aumento di Irpef e Tasi»
CADELBOSCO SOPRA. Per alleggerire il carico delle famiglie, anche Cadelbosco di Sopra – in linea con gran parte dei comuni della provincia – ha deciso di adottare il principio di “un immobile, una tassa”, distinguendo i beni immobili tra Tasi e Imu per evitare doppi adempimenti: chi paga una tassa non pagherà l’altra.
E’ questa una delle decisioni prese mercoledì sera dal consiglio comunale, con l’approvazione del bilancio 2014, che ha come obiettivi principali quelli di mantenere i servizi, garantire attenzione al commercio e sostegno alle famiglie.
Un bilancio che punta al pareggio con 6.622.811,33 euro di entrate correnti, a fronte di 6.490.451,33 di spese correnti.
«Un risultato che vogliamo condividere – afferma il sindaco Tania Tellini – per spiegare ai cadelboschesi le nostre scelte e il nostro impegno».
Si parte, quindi da un tema cruciale come le tasse comunali: in un’ottica di trasparenza, l’amministrazione ha deciso di illustrarle ai cittadini tramite un’infografica, strumento d’informazione utile per spiegare concetti complessi in modo chiaro ed efficace.
Come detto, resta la differenza tra Tasi e Imu, fino a quando anche il Governo non chiarirà i termini sulle imposte sulla casa. L’Irpef resta invariata e resta confermata l’esenzione per i redditi fino a 10.000 euro. Le aliquote Imu saranno modulate, con l’obiettivo di tararle in base all’andamento economico dei diversi macrosettori. Per la Tasi il criterio sarà quello della progressività e dell’equità, con l'introduzione di detrazioni che decrescono in base al valore dell’immobile, a tutela delle rendite catastali più basse, e applicate in modo che i cittadini non paghino più di quanto hanno pagato di Ici nel 2012. Con un ulteriore sgravio per le famiglie numerose, che ammonta a 10 euro per ogni figlio oltre al secondo fino a 25 anni di età.
Nonostante i tagli e il patto di stabilità, il Comune di Cadelbosco conferma tutti i servizi alla persona e alla famiglia. Il 21% delle spese correnti è destinato a funzioni di istruzione pubblica, l’11% riguarda il settore sociale e il 22% per la gestione del territorio e dell’ambiente. Per far fronte al mantenimento dei servizi e al contempo preservare il territorio da ulteriori consumi di suolo, è stato applicato il principio di non utilizzare gli oneri di urbanizzazione per coprire la spesa corrente.
Nel bilancio è stata data particolare attenzione al commercio, con sgravi fiscali per sostenere le attività provate dai disagi del cantiere di ristrutturazione di piazza XXV Aprile. Mirati gli investimenti che si concentreranno sull’ultimazione della riqualificazione del centro, la sicurezza urbana e stradale e la manutenzione straordinaria degli immobili.
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