Il giudice Serri: «Svolge mansioni adeguate»
L’Ausl replica mostrando la sentenza dell’anno scorso che, sul caso, ha bocciato il ricorso di Gagliardi
REGGIO EMILIA. Sull’intricata vicenda occupazionale di Domenico Gagliardi, all’ufficio stampa dell’Ausl non vanno al di là di un secco “no comment”, mostrando unicamente la sentenza emessa il 7 febbraio 2013 dal giudice Maria Rita Serri (della sezione lavoro del nostro tribunale) che, sul tema, si è espresso oltre un anno fa ritenendo adeguate le mansioni (operatore tecnico addetto ai servizi economati e amministrativi-categoria “B”) svolte attualmente dal dipendente dell’ente pubblico, escludendo anche che sia oggetto di mobbing. Ma cosa dice, in specifico, la sentenza che si è espressa sul ricorso presentato da Gagliardi (assistito dai legali Alessandro Conti e Oreste Grazioli) affinché fosse ordinato “alla pubblica amministrazione competente di adibirlo ad un incarico adeguato alle mansioni acquisite”?
Facendo riferimento a due testimonianze (di Sonia Romani e Cristina Marchesi, entrambe dipendenti dell’Ausl) raccolte durante la causa, durata poco meno di due anni, il giudice Serri evidenzia che Gagliardi è approdato alle attuali mansioni dopo che il suo tutor (previsto per legge per l’inserimento di un lavoratore disabile, ndr) Antonello Gennaro “aveva espresso un parere positivo di compatibilità tra le mansioni e condizioni psicofisiche” e che lo stesso Gagliardi “si era dichiarato disponibile ad accettarle subordinatamente all’articolazione dell’orario di lavoro giornaliero in 5 ore e 12 minuti”. Il giudice del lavoro fa poi un’ulteriore sottolineatura: “Si osserva peraltro che la teste Romani ha precisato in relazione alle mansioni attualmente svolte da Gagliardi – si legge nella sentenza – che il tutor ha espresso in merito alle stesse parere favorevole non esprimendo riserve sulla guida dell’auto, che riserve sulla guida dell’auto non sono state espresse da Gagliardi quando ne ha parlato con la teste e che neppure il medico competente ha espresso parere di inidoneità alla guida dello stesso Gagliardi”.
Non avendo ritenuti provati gli estremi del mobbing e del demansionamento, il giudice Serri ha così rigettato sia il ricorso che la domanda di condanna al risarcimento dei danni presentata dal dipendente nei confronti dell’Ausl di Reggio (tutelata nella causa di diritto del lavoro dall’avvocato Giulio Cesare Bonazzi).(t.s.)
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