Il ritorno #Acasa di Niccolò Bossini il chitarrista del Liga
Il musicista termina il suo #Acasatour personale a Poviglio Il concerto inizia alle 22, a seguire dj set di Mark bee
POVIGLIO. Quale posto migliore per concludere il suo #acasatour se non proprio a casa, la sua, Poviglio? Niccolò Bossini, chitarrista di Ligabue con due album da solista all’attivo, oggi sarà nel campo di calcio attiguo al Circolo Arci Kaleidos, in via Bologna 1, per una giornata dedicata alla musica. E non solo. Dopo il sound check gratuito di ieri sera, il musicista torna in pista oggi. Alle 18.30 fischio d’inizio per la partita di calcetto tra #Acasateam e Nocetolese Alla Stars, seguita alle 19.30 dall’incontro con Niccolò Bossini e Matteo Tagliavini. Alle 20 sul palco ci sarà Pawns seguito alle 20.45 dal concerto di Crazy Demons feat Champagne Lizza, alle 21.30 da quello di Frankie Magellano e alle 22.30 dalla chitarra di Niccolò Bossini, il tutto seguito dal dj set di Mark Bee.
Bossini, tutti a casa sua per una due giorni di musica: che storia è questa?
«È l’epilogo dell’idea che io e la band ci siamo fatti venire per portare in giro il mio secondo ep, #Secondolavoro, cioè proporre ai fans di contattarci per suonare direttamente a casa loro. Le richieste e le date sono state tante, dalla Sardegna a Pompei, e ora che siamo andati a casa degli altri, la chiusura non può che essere nella mia Poviglio».
Un mini-maxi evento di due giorni...
«Già, gratuito ieri sera e con 10 euro di biglietto per i concerti di oggi. Non vediamo l’ora di iniziare. Avremmo suonato volentieri di più anche quest’estate ma ero in tour con Ligabue».
Già, ci dica di più di queste due vite parallele...
«Le ho sempre portate avanti di pari passo, suono con Luciano da una decina d’anni e allo stesso tempo avevo un gruppo che si chiamava The Teachers scioltosi nel 2009: è lì che ho deciso di uscire con il mio nome. Certo qualcuno ha qualche pregiudizio nei miei confronti, della serie “questo cosa vuol fare che nelle vita gli è già andata bene così”, ma scrivere canzoni è per me vitale, servono sempre nuove sfide per vivere appieno».
Cos’ha imparato alla corte del Liga?
«Di sicuro la cultura del lavoro, sperimentando di persona che dietro ai più grandi c’è davvero un impegno incessante, e poi tutto quello che si può assorbire da uno come lui, che mi ha fatto l’onore di scegliermi personalmente durante un provino. È una guida per me».
Dopo i due concerti al Campovolo e altri mille concerti, la paura del palco l’avrà esorcizzata...
«Ammetto che nel 2005, come nel 2011, me la stavo facendo sotto, si può dire no?, ma poi è andato tutto alla grande. Di palchi ne ho calcati tanti con lui e con altre band, adesso tocca a Poviglio».
Dopo il concerto vi fermerete per i dj set, vero?
«Promesso, fateci fare una doccia e saremo pronti a ballare».
Francesca Manini
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