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SCUOLA Libri di testo, salassi da oltre 600 euro

SCUOLA Libri di testo, salassi da oltre 600 euro

Cifre record nelle prime classi dei licei classici, scientifici e linguistici. Sforati i tetti di spesa fissati dal Ministero

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REGGIO EMILIA. I portafogli di molte famiglie, già alleggeriti dalle ferie estive, stanno per subire un nuovo salasso. Il 15 settembre avranno infatti inizio le lezioni dell'anno scolastico 2014-2015 e per quella data gli studenti dovranno essere in possesso dei libri adottati nelle loro classi. Sono spese ragguardevoli, che raggiungono il massimo nelle prime classi delle scuole superiori, superando i 600 euro (compresi circa 300 euro di vocabolari) nei licei classici e linguistici, senza scendere al di sotto dei 300 neppure negli istituti professionali e in prima media. Si spiega così il crescente ricorso al mercato dell'usato.

tetto spesa

L'entità dell'esborso dipende dalle scelte compiute dai docenti, che sono titolati e obbligati a adottare, entro il mese di maggio, i libri da usare nell'anno scolastico successivo. Gli insegnanti sono portati a prenderne in considerazione esclusivamente il valore scientifico e didattico, a prescindere dal costo. Se si aggiunge la tendenza delle case editrici a correggere all'insù i prezzi di copertina e a sfornare nuove edizioni con sempre più ricche e costose illustrazioni, si può capire l'angoscia che s'impadronisce dei genitori quando vedono gli elenchi dei libri da acquistare. L'unico impedimento all'aumento incontrollato della spesa è rappresentato dalle norme ministeriali che le impongono dei limiti.

Attualmente valgono i tetti di spesa stabiliti dal decreto ministeriale numero 43 dell'11 maggio 2012, confermati di fatto dalla circolare dello scorso 9 aprile, che ne ipotizza la riduzione senza fornire indicazioni tassative. Sono esposti nella tabella ministeriale che pubblichiamo qui a fianco. Non vi sono compresi i prezzi dei vocabolari, particolarmente pesanti nelle prime classi delle superiori. Non sono rari i casi in cui le preferenze degli insegnanti confliggano con questa normativa.

Se i genitori o gli studenti non si oppongono, capita che le soglie vengano superate. Il decreto 43 ammette gli sforamenti, ma non superiori al dieci per cento, a condizione che siano adeguatamente motivati dal collegio dei docenti e approvati dal consiglio d'istituto, nel quale siedono anche i rappresentanti dei genitori. Se si consultano gli elenchi pubblicati sui siti delle scuole balza agli occhi il caso dell'istituto agrario Zanelli, dove in diverse prime classi vengono superati dell'11,5% il tetto dell'indirizzo tecnico (320 euro) e del 13% il tetto dell'indirizzo liceale (304 euro). «La spesa reale - si giustifica la dirigente Rossella Crisafi - è inferiore, poichè abbiamo adottato in prima dei testi che si usano anche negli anni successivi». Pure il liceo Ariosto-Spallanzani ha approvato alcuni sforamenti, anche oltre il 10% : «E' accaduto - spiega la preside Maria Rosa Ferraroni - in classi che hanno una materia in più, informatica, tedesco o francese, compresa nella quota di autonomia. In altri casi il tetto è stato superato con libri che si impiegano anche in seconda. Prestiamo sempre attenzione alle famiglie disagiate, procurando loro gratuitamente testi usati. Il problema sarà ridimensionato con la rivoluzione digitale in atto e con la didattica multimediale».

Sulla stessa linea si trova il liceo Aldo Moro. «Tuttavia - fa notare il preside Roberto Villa - rispetto all'anno scorso abbiamo abbattuto la spesa media per i libri di testo». Il liceo Matilde di Canossa presenta un quadro più equilibrato. Mentre le prime classi dell'indirizzo umanistico superano il tetto, entro il limite del dieci per cento, quelle del linguistico rimangono al di sotto e la classe del coreutico è quasi esattamente sulla soglia. Il professionale Filippo Re sfora, ma di poco. «Siamo arrivati al 10% di sforamento - riferisce Ivano Vaccari, dirigente dell'istituto Blaise Pascal - in una sola classe. Negli scorsi anni i superamenti del tetto potevano dipendere dall'obbligo, allora esistente, di confermare i testi già adottati, se le case editrici ne aumentavano il prezzo».

In prima media la spesa è, in genere, contenuta entro il limite ministeriale di 294 euro. Spesso, come accade all'Einstein, è sensibilmente inferiore. «Se capita - spiega Elisabetta Fraracci, dirigente della Lepido - di sforare fino al 10%, compensiamo la spesa con una riduzione negli anni successivi. Alle famiglie chiediamo di restituire i libri alla fine del triennio per poterli dare ai ragazzini bisognosi».

Mentre le scuole tendono ad interpretare la normativa con elasticità, l'ex-Provveditorato agli studi le richiama all'obbligo di rispettarla alla lettera: «I decreti e le circolari - asserisce l'avvocato Italo Cavani dell'Ufficio scolastico provinciale - sono molto chiari. Ogni deroga è un abuso».

Luciano Salsi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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