Scontro sul fallimento di “Mariella Burani”
Cavriago, la Cgil al sindaco: «Vicenda drammatica per le famiglie». La replica: «Reazione scomposta»
CAVRIAGO. Botta e risposta tra Cgil e il sindaco Paolo Burani sul fallimento di “Mariella Burani”. Il sindacato, tramite la Filctem, replica alle dichiarazioni dei giorni scorsi dal primo cittadino, secondo cui il fallimento del colosso della moda è stato soprattutto un «danno d'immagine piuttosto che un problema sociale» per Cavriago.
Il sindacato dichiara che il fallimento è «una ferita ancora aperta. Ci piace pensare che il nuovo sindaco, negli ultimi anni, abbia vissuto su qualche isola del Pacifico» perché, «se così non fosse, in questi quattro anni ha chiuso gli occhi per non vedere la drammaticità che la vicenda Mariella Burani ha prodotto nel mondo del lavoro e nei confronti di 234 dipendenti», ossia i lavoratori impiegati a Cavriago nel 2010. Un numero che sale a 1.100 addetti in Regione tra controllate e partecipate e duemila effettivi in tutta Italia.
«Il 90% delle persone impiegate erano donne – spiega Gregorio Villirillo della Filctem – che per 30 anni avevano lavorato con ago e filo e che, proprio per la crisi del settore, che in Italia si è fatta sentire fin dal 2003, faticheranno non poco a trovare un nuovo impiego. In questi mesi poi, con la cassa integrazione e i dispositivi di tutela che vanno esaurendosi, le difficoltà e le ricadute sulle famiglie sono ancora più dure. Ci sono ancora decine di persone che non hanno trovato lavoro; alcune si sono rioccupate tra Modena, Carpi e Parma; altre svolgono ancora lavori saltuari, aspettando ancora il riconoscimento totale dei crediti maturati dalla Mariella Burani Fashion Group».
Il sindacato conclude sottolineando come il sindaco non abbia speso «una parola verso le centinaia di persone che da un giorno all'altro si sono trovate senza un lavoro per colpa sì, di una crisi finanziaria, ma soprattutto per una scelta scellerata fatta dagli amministratori per procurarsi profitti a scapito del lavoro».
«Mi dispiace per la reazione scomposta della Cgil – replica Paolo Burani –. La domanda cui ho risposto era specifica rispetto alle conseguenze per la comunità cavriaghese e per il Comune in seguito al crac di Mariella Burani. Ho detto che non era stato fortissimo (non che non c'è stato), in quanto i lavoratori cavriaghesi non erano così tanti come in passato. Non si stava parlando di tutti coloro che hanno perso il lavoro (non residenti a Cavriago). Spero di non avere mancato di rispetto ai lavoratori: anche se ci fosse stato un solo disoccupato, questo è motivo di sofferenza. Lo so bene da precario quale sono stato per tanto tempo e per la conoscenza personale di molte persone che si trovano oggi in quelle condizioni. Prima di pronunciare parole offensive come quelle scritte dalla Cgil – conclude il sindaco – bisognerebbe leggere i contesti con un po' più di serenità e riflessione».
Daniele Valisena
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