Turismo, estate “flop” per gli albergatori
Nemmeno agosto è riuscito a salvare la stagione su tutto l’Appennino, a causa del maltempo. I dati della Confcommercio
COLLAGNA. Era già emerso da un servizio condotto dalla Gazzetta a fine luglio: questa estate presenta dati economici fortemente negativi per gli aspetti turistici, a causa del meteo decisamente anomalo. Allora si poteva sperare di recuperare qualcosa nel mese di agosto, ma anche in questo periodo il tempo non è stato buono. E i dati che stanno emergendo sul turismo appenninico appaiono gravissimi.
Lo segnala Federalbeghi – Confcommercio: «I fatturati segnano una diminuzione fino al 60%. Ora per rilanciare il turismo in Appennino serve un piano strategico fatto di riduzione dei costi, incentivi alla riqualificazione, programmazione di eventi».
Si sta dunque per chiudere la stagione più amara degli ultimi anni. Dal sondaggio effettuato nelle scorse settimane da Federalberghi-Confcommercio risulta infatti che i fatturati delle strutture ricettive sono crollati, rispetto al 2013, in una forbice tra il 30 ed il 60%. Ciò non solo per la diminuzione di presenze, ma anche in conseguenza di un ulteriore taglio nei prezzi medi praticati. Spiega una nota dell’associazione di categoria: «Sulla redditività ha inciso certamente in modo pesante il fattore climatico, ma pesano anche tasse, tariffe alle stelle, costi aziendali incomprimibili, e ci sono poi problemi strutturali, che si trascinano da anni e che vanno aggrediti, nell’ottica di definire un piano di intervento strategico sul turismo del territorio. Come sosteniamo da anni va fatta una adeguata programmazione e promozione delle diverse iniziative a sostegno di una attività strutturata di promozione e commercializzazione».
Conclude la nota di Federalbeghi - Confcommercio: «Sul tema della promo/commercializzazione vi è necessità assoluta di rilanciare e dare nuova linfa alle aggregazioni tra operatori economici, creando le condizioni per un maggior coinvolgimento e protagonismo delle imprese private nelle strategie di promozione e vendita del territorio. Il sistema ricettivo dell’Appennino ha poi ancora bisogno di investire per ammodernare le strutture, calibrarne le caratteristiche alla domanda, peraltro in rapida evoluzione, ed alzare così il livello medio della qualità dell’offerta, che passa attraverso la qualità stessa delle infrastrutture e dei servizi: dagli impianti sportivi, ai sentieri, ai collegamenti logistici, ai siti culturali, all’arredo urbano, tutta la filiera deve essere adeguata alla necessità di accogliere ed ospitare turisti sempre più esigenti».
Conclude la nota: «Servono certo incentivi mirati alla riqualificazione delle strutture, ma c’è bisogno di abbattere costi impropri che in questi anni sono saliti alle stelle. Basti pensare al panorama tributario e tariffario, fatto di Imu, Tasi, Tari, che si fondano su criteri applicativi, spesso i metri quadri, tali da non fotografare oggettivamente la quantità prodotta di rifiuti». (l.t.)
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