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La scalata di Gualtieri protagonista dell’Expo

di Andrea Mastrangelo
La scalata di Gualtieri protagonista dell’Expo

Il paese della Bassa vuole diventare polo di attrazione anche per l’estero Il vicesindaco Marcello Stecco: «Balzo in avanti grazie all’arte e alla cultura»

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GUALTIERI. A Milano fra poco più di sei mesi si taglierà il nastro dell’Expo, occasione alla quale si guarda come veicolo di rilancio, economico e di immagine, del Paese. La partita dell’Expo però la si gioca su tutto il territorio nazionale, e anche le realtà di provincia caleranno i propri assi. Gualtieri si sta attrezzando per diventare un polo di attrazione; la scommessa – lo spiega il vicesindaco Marcello Stecco che ha deleghe anche per cultura e turismo – si può vincere con il patrimonio di conoscenze e di bellezze del comune della Bassa.

Gualtieri ha ottenuto di recente un premio in ambito culturale, assegnato a Volterra dai critici d’arte per l’attività del suo teatro. Ma Gualtieri cosa ha fatto per meritarsi questo premio?

«Il teatro Sociale di Gualtieri ha una storia nobile, ma per tanto tempo era rimasto chiuso. Grazie all’opera di un gruppo di giovani, che manualmente e artisticamente ha riaperto il teatro portandolo a livelli di interesse nazionale, siamo riusciti ad ottenere una visibilità non comune per un paese di queste dimensioni».

In pratica cosa è avvenuto di tanto interessante al teatro di Gualtieri?

«Più di una cosa. Sono stati attratti artisti del calibro dei musicisti Ezio Bosso e Mario Brunello e dell’attore Mario Perrotta. Grazie anche a loro sono state costruite stagioni teatrali credo di alto valore».

Gualtieri ha una peculiarità rispetto a tutti gli altri paesi del reggiano: è l’unico ad essere inserito nel circuito dei borghi più belli d’Italia. Come pensate di mettere in valore questa esclusività?

«Promuovendo e valorizzando contemporaneamente tutte le eccellenze culturali di Gualtieri, un patrimonio unico non solo per la provincia di Reggio. Ad esempio, guardiamo a piazza Bentivoglio. Sa indicarmi una piazza più bella? Il centro storico di Gualtieri con piazza e palazzo Bentivoglio costituisce una prima risorsa in grado di calamitare interesse turistico non solo locale. In questa prospettiva stiamo progettando il museo di Antonio Ligabue nella parte centrale del palazzo, cioè il Salone dei Giganti. Vi si sta dedicando in particolare la Fondazione Ligabue presieduta da Livia Bianchi e partecipata dal Comune, da Banco Emiliano e da Stefano Landi attraverso una delle sue aziende».

Ma in concreto, mi sa indicare un’azione affinché a Milano, tanto per citare un luogo non casuale, vengano a sapere cosa c’è a Gualtieri?

«Noi stiamo operando in particolare con la Regione Emilia affinchè la presenza del museo Ligabue abbia una sua evidenza negli spazi espositivi di Expo, a Milano. Naturalmente la promozione di Gualtieri si muoverà con gli altri comuni per fare marketing territoriale con gli altri comuni della Bassa reggiana».

Non a caso le citavo Milano. Ma davvero ritenete di avere qualche chance in vista dell’Expo?

«Sì, tant’è vero che inaugureremo il museo proprio il giorno dell’apertura dell’Expo, il primo maggio. Inoltre stiamo progettando una presenza nella stazione Mediopadana che inviti i viaggiatori a conoscere Gualtieri».

Viene spontaneo chiedersi di quali risorse disponiate a fronte di programmi molto ambiziosi in campo culturale e turistico.

«Il Comune e la Fondazione Ligabue fanno la loro parte e stiamo attivandoci anche per allargare la base economica attraverso il rapporto con altri imprenditori, della nostra zona ma non solo. Nella costituzione del museo non intendiamo ricercare solo risorse finanziarie ma anche partner imprenditoriali per condividere oneri e onori della responsabilità dello spazio espositivo».

In una fase in cui si parla molto sul mercato artistico dei quadri di Ligabue, cosa ha da offrire questo museo che già non sia noto a tutti?

«Intanto un museo permanente per Ligabue non esiste. Ci sono state solo mostre temporanee. Noi pensiamo di collocare nel museo un centinaio di opere grazie alla disponibilità di diversi proprietari e puntiamo su una rotazione di opere, in modo da rendere il museo sempre attuale, progettando anche la compresenza di Ligabue con altri artisti. Questo farà del museo una realtà sempre in evoluzione. Una vera officina di idee, arte e imprenditorialità culturale».

Però forse il solo museo Ligabue, per quanto bello, non basterà a fare di Gualtieri una vera meta turistica.

«Infatti il museo non sarà la sola proposta. Gualtieri ha avuto anche un altro grande artista del Novecento: Umberto Tirelli. Per il fondatore della prestigiosa sartoria teatrale e cinematografica è già attiva la Donazione Tirelli a Palazzo Bentivoglio; stiamo parlando dei costumi di Romolo Valli per Enrico IV e di Romi Schneider per Ludwig, oltre a 50 quadri donati a Tirelli».

Vuole spiegarci in sostanza che ruolo ha avuto Tirelli nell’arte del Novecento?

«Basta fare i nomi delle opere e dei registi per i quali ha vestito i protagonisti: Visconti, Pasolini, Zeffirelli solo per citare tre italiani. Quali opere? Il Gattopardo, la Caduta degli dei, Medea. La sartoria Tirelli, nata 50 anni fa, mantiene intatto il prestigio e il ruolo anche oggi grazie al presidente Dino Trappetti. Ha un patrimonio di 170.000 costumi».

Lei mi sta parlando di opere di livello mondiale, però Gualtieri è pronta a farsi conoscere fuori dai confini?

«La vetrina dell’Expo costituisce naturalmente un’occasione unica, che non ci faremo scappare anche se il nostro orizzonte di lavoro e di progettazione va molto al di là dell’appuntamento del 2015. Lavoriamo affinché Gualtieri diventi nei prossimi anni un’attrazione reale per gli appassionati di arte e cultura. Ma anche della natura, se si pensa che siamo sul Po».

Non è che con tutto questo lavoro su Gualtieri vi metterete in lite con quelli di Santa Vittoria, noti per l’amore per la propria frazione?

«Esattamente il contrario. Le tre eccellenze di Santa Vittoria – cioè Palazzo Greppi che è del ’700, i Violini e la cooperazione – costituiscono un altro patrimonio storico a cui intendiamo assegnare un futuro, dal punto di vista sia storico e culturale sia turistico. E’ ferma intenzione dell’amministrazione guidata dal sindaco Bergamini far partecipare l’intero territorio al “cantiere nuovo rinascimento” di Gualtieri, che avrà in giovani e associazionismo i protagonisti fondamentali».

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