«Cantine come bivacchi ora Acer intervenga»
Via Da Mandra: l’appello dei residenti del palazzo dopo il rogo nel seminterrato «Da 4 anni libero accesso a tutti, serrature spaccate e gente che viene a dormire»
REGGIO EMILIA. «Voglio rivolgere un appello: chi può intervenire, a partire da Acer, lo faccia. Queste cantine ormai sono accessibili a tutti: gente che viene qui a dormire, a bivaccare come e quando gli pare. E poi se ne va. Quando si scende, non si sa mai chi si può trovare. E anche questo incendio, secondo me, è stato appiccato da qualcuno che era qui di passaggio, magari perché ha gettato un mozzicone su quella poltrona. Io non credo che sia stato causato da qualcuno che abita qui».
A ventiquattro ore dall’incendio che ha mandato all’ospedale 12 persone tra cui 8 bambini, siamo tornati nello stabile Acer di via Jacopo Da Mandra 24-26. Ed è uno degli inquilini coinvolti, Enrico Talotti 27 anni, a guidarci nel seminterrato dove le fiamme sono divampate, mostrando una situazione di degrado e pericolo. «Il portone del palazzo resta aperto, così come la porta sul retro di accesso: le serrature sono rotte, chiunque può entrare. Si infilano nel corridoio che collega entrambi gli stabili» spiega mostrando i locali cantine della palazzina. La maggior parte delle lampadine sono fulminate o comunque non funzionanti. Si procede al buio, in un corridoio ancora invaso dall’odore di fumo e annerito dalla fuliggine. «Le serrature delle cantine sono state scassinate. Anche quella della mia famiglia: non ha avuto nemmeno più senso ripararla; abbiamo deciso di metterci un catena con un lucchetto. Più volte abbiamo visto gente fuggire via». E più volte ci sono stati furti e sono scoppiati incendi, anche se meno violenti rispetto all’ultimo: le tracce su una porta lo rivelano. Poco tempo fa a bruciare erano stati alcuni passeggini nell’androne.
«Dopo questo ennesimo episodio, vogliamo lanciare un appello affinché Acer intervenga con un maggiore presidio, maggiore controllo. E che almeno si arrivi a sostituire le serrature a queste porte. Ora come ora, chiunque può entrare. Dalla finestra, sentiamo spesso un via vai di persone dalle cantine. Una situazione che non ci può fare stare tranquilli». (el.pe)
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