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Giuseppe Giacobazzi sul palco di Festareggio tra sketch d’archivio e inediti

Giuseppe Giacobazzi sul palco di Festareggio  tra sketch d’archivio e inediti

REGGIO EMILIA. «Quando Reggio chiama, Giacobazzi risponde presente e visto che Reggio chiama sempre eccomi di nuovo qui»...

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REGGIO EMILIA. «Quando Reggio chiama, Giacobazzi risponde presente e visto che Reggio chiama sempre eccomi di nuovo qui». È ormai un appuntamento fisso quello di Andrea Sasdelli, in arte Giuseppe Giacobazzi, con l’Arena Spettacoli di Festareggio. Il comico romagnolo salirà sul palco alle 22 di martedì 2 settembre con il suo nuovo show “Del mio meglio” (ingresso gratuito) e in un’ora e mezzo di risate proporrà il meglio dei suoi 21 anni di carriera. «Al termine degli spettacoli, quando incontro il pubblico – spiega – c’è sempre qualcuno che mi dice “Bravo però è mancato il pezzo del Caminetto di Milano Marittima” o qualcos’altro, allora ho deciso di fare una mini tournée estiva guardando vecchi copioni, brogliacci e filmati da Zelig o della sagra della cipolla».

Con autocritica?

«Ammetto che non amo riguardarmi, ma per lavoro bisogna che lo faccia: se no come potrei ripropormi? Nel modo di scrivere il testo qualcosa lo cambio, ma la traccia rimane la stessa».

Cosa non può mancare?

«Di sicuro l’ultimo spettacolo che ho portato in giro, con la parte dedicata a mia figlia, o lo sketch sulla differenza tra i neuroni maschili e femminili».

Cosa c’è di vero?

«Tutto purtroppo. O per fortuna. I miei dialoghi spesso traggono ispirazione dalla mia famiglia, dagli amici e dalla quotidianità. Racconto semplicemente quello che mi accade, non serve cercare molto per farsi una risata».

Nessuno si è mai offeso?

«Nessuno. Né mia moglie, né mia figlia, né le persone che mi sono intorno. Senza autoironia si vive male, oggi è più necessaria che mai».

Vivere con Giacobazzi allora è uno spettacolo continuo.

«Sono una persona normale, con le mie giornate sì e quelle no, ma sono il primo a non prendermi sul serio. Non è vero che il comico nel privato è malinconico, come spesso si sente dire».

Sul palco poi, anche le “giornate no” si risolvono...

«Il pubblico dà una carica che guarisce: anche se ho qualche acciacco dell’età o se qualcosa non va, mi faccio due impacchi di pubblico e torno come nuovo».

A proposito di novità, a FestaReggio porterà anche degli inediti?

«Sì, c’è un pezzo del mio penultimo spettacolo che non è mai neanche andato in televisione».

Bella scusa per dare un’occhiata…

«Eh mi devo pur tenere informato, no? Poi intanto qualche consiglio lo raccolgo…è un mestiere da privilegiati il nostro».

Francesca Manini

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