In 350 anni di vita tutta la storia del giornalismo
L’esposizione sulla Gazzetta di Mantova il più antico fra i giornali tuttora stampati
MANTOVA. «Oggi la Gazzetta di Mantova è orgogliosa di essere il giornale più antico d’Italia tuttora stampato, ma al tempo stesso non si accontenta di questo primato e sa che il viaggio è ancora lungo. Non a caso la mostra che ne ripercorre la storia si intitola “350 anni avanti”. Perché noi siamo legati alle nostre radici, ma al tempo stesso attenti al presente e proiettati nel futuro». È con queste parole che Paolo Boldrini, direttore della Gazzetta di Mantova, ha introdotto la mostra – inaugurata ieri a Palazzo Te – che racconta il lungo cammino del quotidiano, stampato per la prima volta nel 1664. L’esposizione, che mette in scena non solo la storia di Mantova ma anche quella del giornalismo italiano, è composta di 160 pezzi tra antiche e nuove edizioni del quotidiano, stampe, ritratti, vedute di Mantova e dei suoi monumenti, medaglie, monete e fotografie. È presente, poi, la linotype rimasta in funzione fino al 1981: un pezzo di archeologia industriale datato 1931, pesante e affascinante come la responsabilità di un giornale. La mostra, curata da Daniela Ferrari e Cesare Guerra, è divisa in tre sezioni. La prima è dedicata alle evoluzioni della Gazzetta, nata come foglio di avvisi, passata attraverso svariati cambi di testata e formati, e sfociata nella versione online. Un traguardo che, alle Fruttiere di Palazzo Te, si taglia arrivando al computer acceso sulla home page del sito della Gazzetta di Mantova, sistemato alla fine della prima sala scandita da carte ingiallite dal tempo e dalla storia. Poi due sezioni in cui scorrono prime pagine in serie: ecco come la Gazzetta raccontò grandi eventi della città, come la costruzione della basilica di Sant’Andrea, la sentenza di morte per i martiri di Belfiore, l’ingresso nel Regno d’Italia, la visita del duce. E, in fondo, gli approfondimenti sul dopoguerra: dalla tragedia della Mille Miglia, al terremoto; dai successi sportivi del pallone alle corse di Nuvolari e Guerra; dalla grande avventura dell’industrializzazione allo spettro della grande crisi. Una mostra che ripercorre tre secoli e mezzo di Gazzetta di Mantova è, in fondo, una grande analisi di gruppo e permette di capire che cosa interessava leggere all’epoca dei Gonzaga, che cosa ai tempi del dominio napoleonico e austriaco, che cosa nell’Italia fascista e in quella del dopoguerra. «Agli inizi si leggevano notizie di ambito internazionale – afferma la curatrice Daniela Ferrari – poi, con il moltiplicarsi dei mezzi di informazione, si è ristretto il campo sui temi locali». Infatti nella copia più antica arrivata fino a noi (il numero 48 del 27 novembre del 1665) l’apertura era dedicata alla visita che l’ambasciatore del duca di Modena aveva fatto ai Gonzaga, dopo la morte di Carlo II. La mostra apre al pubblico oggi. Fino al 31 ottobre sarà visitabile il lunedì dalle 13 alle 18; il martedì, il giovedì e la domenica dalle 9 alle 18; il venerdì e il sabato dalle 9 alle 20. L’ingresso è gratuito.
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