L’arte di Martignoni in mostra a Parigi
Il pittore di Reggiolo esporrà le sue tele all’Atelier des Batignolles fino a ottobre
REGGIOLO. Sarà esposta all’Atelier des Batignolles di Parigi la mostra personale dell’artista reggiolese Daniele Martignoni, da alcuni anni annoverato tra le nuove e interessanti proposte artistiche dell’arte non solo reggiana ma anche regionale e nazionale. Il vernissage della mostra si terrà venerdì 12 settembre alle 19 e l’esposizione resterà aperta fino al 5 ottobre. Martignoni, che vive stabilmente a Parigi dal 2012, adotta uno stile figurativo legato a una tecnica ad olio misto a gessi che, con il giusto gioco di luci che illumina l’opera, induce lo spettatore a percepire una sorta di tridimensionalità, quasi che il soggetto ritratto esca dal quadro. Una tecnica che gli ha permesso di aggiudicarsi, nel 2011, il primo premio all’undicesima edizione del premio “Arte in arti e mestieri”, organizzato dalla fondazione Bertazzoni di Suzzara (in provincia di Mantova). Nella capitale francese Martignoni prosegue le proprie ricerche legate all’arte numerica e alterna la figura di artista freelance – lavorando su commissioni e partecipando a concorsi, mostre personali e anche collettive, con quella di educatore di arti plastiche per la scuola pubblica di Parigi e di insegnante di disegno e di pittura presso l’Atelier des Batignolles. Dal 2012 ha iniziato ad associare le proprie ricerche artistiche all’ambito psicologico e terapeutico, seguendo una formazione come consulente in arteterapia all’istituto Gestalt di Bologna e, dal 2013, lavora come insegnante di arti plastiche sempre a Parigi. E proprio l’atelier parigino ha scelto di dedicare all’artista reggiano una mostra personale nella quale saranno esposte opere recenti e passate. «L’opera di Daniele Martignoni – spiega la critica Elena Mazzoni – è fatta di luce e materia: un incontro-scontro fatto di realismo e illusione. Nell’arte di Martignoni si sussegue l’eterno inganno illusorio della memoria, dove i sentimenti scivolano sulle incantevoli superfici delle vivide immagini che ogni volta ci passano davanti agli occhi e si mescolano con gli stati d’animo del nostro presente. Il reale così filtrato, apparenza e sostanza, è sempre presente ma mai lo stesso». (a.v.)
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