La Chiesa reggiana celebra il suo Sant’Alberto
Iniziative organizzate a palazzo Bentivoglio a Gualtieri e nella chiesa a lui dedicata in città
REGGIO EMILIA. Mentre si cerca di porre rimedio alla feroce reazione islamista provocata dalle guerre che l'Occidente ha scatenato in Iraq, Afghanistan e Libia, la Chiesa reggiana celebra l'ottavo centenario della morte dell'unico suo santo, Sant'Alberto di Gerusalemme, che ai tempi delle Crociate fu inviato in Terrasanta, dove riuscì effettivamente a migliorare i rapporti con i musulmani. Le celebrazioni si terranno a palazzo Bentivoglio di Gualtieri alle 17 di mercoledì 17 settembre e domenica 21 alle 16 a Reggio nella chiesa a lui dedicata in via Einstein. Il programma è stato illustrato ieri da Eleuterio Agostini, parroco emerito di Sant'Alberto, Alberto Nicelli, vicario generale della diocesi reggiana, Giuseppe Adriano Rossi, segretario del comitato delle celebrazioni, e da Loretta Piccinini, autrice della storia del santo che sta per essere pubblicata.
Alberto, probabilmente della famiglia dei conti di Sabbioneta, nacque nel 1149 nel "castrum Gualtierii", che i più identificano con Gualtieri. Campegine, però, ne rivendica i natali nella sua frazione di Gualtirolo. Dal 1185 al 1205 fu vescovo di Vercelli, svolgendo un ruolo fondamentale nella conciliazione dei conflitti fra il papa Clemente III e gli imperatori Federico Barbarossa e Enrico VI, nonchè tra i comuni in guerra. In quanto vescovo conte era un uomo d'armi di parte ghibellina, ma si guadagnò la fiducia anche dei guelfi. Nel 1205 Papa Innocenzo III lo nominò patriarca di Gerusalemme. La città, però, era già ricaduta in mano agli islamici e Alberto dovette risiedere sulla costa, a San Giovanni d'Acri. Nel 1208-1209 redasse la regola dei carmelitani. Il 14 settembre 1214 fu pugnalato a morte da un ecclesiastico, che egli aveva deposto per la sua cattiva condotta. Fu il vescovo Beniamino Socche che nel 1956 costituì a villa Ospizio la parrocchia di Sant'Alberto di Gerusalemme, dove nel 1963 fu eretta la chiesa progettata da Osvaldo Piacentini. Vi si trovano, dedicati al santo, una ceramica realizzata nel 1984 da Francesco Fontanesi e un quadro recente di Enrico Ganassi, mentre in chiesa a Gualtieri è conservata una pala del 1736 di Clemente Ruta. Un altro dipinto è nella canonica di Campegine.
Luciano Salsi
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