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La pausa caffè alla Coop non è più retribuita

La pausa caffè alla Coop non è più retribuita

Lo prevede il contratto integrativo approvato dai lavoratori ma criticato dalla Cgil: «Inaccettabile»

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REGGIO EMILIA. Fermarsi per fumare o per prendersi un caffè durante l'orario di lavoro non è più un diritto previsto dagli accordi, ma con l'ultimo contratto integrativo aziendale di Coop Consumatori Nordest (firmato a giugno di quest'anno) la pausa di 10 minuti è diventata una libera scelta del lavoratore. Almeno per quei lavoratori il cui turno di lavoro ha una durata inferiore a cinque ore: questi, dal giugno scorso, se vogliono fermarsi come è consentito dall'accordo per un caffè o una sigaretta alla fine del loro turno di lavoro debbono recuperare per così dire il tempo perduto. Nell'ultimo contratto integrativo per i lavoratori del colosso cooperativo, e approvato dalla maggioranza dei lavoratori con un referendum a voto segreto, (e nonostante le forti riserve della Filcams Cgil di Reggio), sono cambiati infatti alcuni capisaldi dell'accordo precedentemente in vigore.

Tra questi, oltre alle regole che stabiliscono il diritto alla pausa retribuita (che resta un diritto riconosciuto per chi ha un turno orario superiore alle cinque ore) anche l'orario settimanale, che con il nuovo accordo è cambiato e in maniera peggiorativa per i lavoratori, secondo la Filcams Cgil. L'orario settimanale previsto è passato infatti da 37.5 a 38 ore settimanali per i lavoratori dei supermercati Coop e da 37 a 38 ore settimanali per coloro che prestano servizio negli Ipercoop. Ma è stata soprattutto la soppressione della pausa caffè a scaldare una trattativa che si è trascinata per quasi un anno e che alla fine ha visto la firma della Filcams Cgil nazionale e degli altri sindacati ma non di quella della Filcams reggiana.

In sostanza prendere il caffè o fermarsi per una sigaretta è ancora consentito: il lavoratore timbra il cartellino prima della pausa e al momento del rientro sul posto di lavoro. Poi, a fine turno, recupera la pausa. Un problema che riguarda circa il 50% dei dipendenti di Coop consumatori Nordest assunti part time. «Una impostazione - dice Luca Chierici della Filcams di Reggio - che noi abbiamo sempre giudicato inaccettabile ma che gli altri sindacati e la maggioranza dei lavoratori hanno approvato».

«E' stato un accordo integrativo - sostiene al contrario Coopconsumatori Nordest - che rientra nell' alveo del contratto collettivo nazionale», respingendo l'accusa che i lavoratori di fatto devono lavorare mezz'ora o un ora in più la settimana per portare a casa lo stesso stipendio, che nel caso di un neo assunto a tempo indeterminato è di circa 1.400 euro lordi.(r.f.)

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