Incendio in condominio, Acer: «Paghino gli inquilini»
Pugno di ferro del presidente Corradi dopo il rogo: sporcizia, vetri infranti e rifiuti gettati anche dalle finestre
REGGIO EMILIA. «C’è un evidente problema di cura e rispetto dei luoghi da parte di chi ci abita. Pertanto, a questo punto, siamo noi che chiediamo conto a coloro che ci abitano di questa situazione di degrado in una struttura pubblica. Fuori c’è la fila di gente in attesa di un alloggio. A chi abita qui ad affitti molto bassi, noi chiediamo che queste case vengano tenute bene».
E’ duro Marco Corradi, presidente di Acer, sullo stato in cui versa il complesso residenziale “Aeroporto”, in via Jacopo Da Mandra. Dopo il rogo di sabato mattina al civico 24 – che ha fatto finire all’ospedale 12 persone, tra cui 8 bambini – e le proteste dei residenti sulle condizioni di abbandono delle cantine, ieri pomeriggio è andato a vedere con i propri occhi la situazione. Con lui c’erano anche il vice presidente Alfonso Chiessi, l’amministratore di condominio Federico Pignagnoli, la mediatrice sociale Valeria Edison e il tecnico Emore Gabrielli. E il giudizio, proprio sul 24, è stato negativo.
Ragnatele datate, rifiuti, sporcizia e danni. La lista delle cose che non vanno è lunga. E il dito è puntato sulle famiglie che godono di questi alloggi di proprietà del Comune, e affidati a seconda delle situazione di difficoltà. «C’è un amministratore condominiale che fa quello che deve fare – evidenzia Corradi – Ma il resto deve essere cura di chi ci abita: se le porte restano aperte, sono io che chiedo a loro perché».
Ed è proprio l’amministratore di condominio, Federico Pignagnoli, a far notare quello che non va. «Vedete i vetri della porta d’ingresso? Sono tutti diversi. Perché uno dopo l’altro sono stati tutti infranti. I citofoni al civico 26 li abbiamo appena cambiati, ma erano stati danneggiati. Di là, sono state rotte le cassette della posta. Lo stesso è successo con i basculanti dei garage: alcuni sono stati sfondati, a colpi di pallone. E anche quando si interviene per ripristinare i danni, ben presto si torna alla situazione precedente. Il sospetto è che ci siano bande di ragazzini». «Come per l’incendio – fa notare – Avevamo ridipinto la tromba delle scale da un mese, dopo il rogo dei passeggini. E di nuovo siamo nella situazione di prima. Faccio notare che i pattumi davanti alla palazzina sono stati spostati, perché la gente gettava i rifiuti direttamente dalla finestra: il giardiniere si trova a dove raccogliere immondizia...».
Una situazione, dunque, di difficile governabilità. In un contesto in cui le morosità sono numerose. All’orizzonte c’è la nuova legge regionale che prevede ammende e sanzioni per chi “tratta male” gli alloggi pubblici. «Ancora, deve essere recepito dai Comuni, ma prevede anche l’espulsione» fa notare il vice presidente, Alfonso Chiessi.
«Su 5.000 alloggi che gestiamo, queste situazioni va detto sono l’eccezione e non la regola. Ci sono residenze popolari impeccabili. Ma dove le cose non vanno, bisogna affrontarle. Prima di dover arrivare a mettere delle telecamere: iniziativa che vogliamo scongiurare» dichiara Corradi. Per questo, si lavora sulla mediazione sociale. Si incaricano, quando è possibile, condomini a capiscala. Ma adesso è l’ora degli ultimatum.
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