Perseguita da mesi l’ex e le spacca il naso
Un 46enne ha ora il divieto di avvicinare la donna, ma davanti al giudice Ghini nega tutto: «Non sono uno stalker»
REGGIO EMILIA. Una storia d’amore che finisce. E’ l’unica cosa, al momento, certa, perché quello che è accaduto dopo è al centro di un’inchiesta della polizia – coordinata dal pm Maria Rita Pantani – che vede contrapposte due versioni a dir poco distanti.
Lui è un operatore ecologico di 46 anni con qualche precedente penale ed un figlio nato da una precedente relazione, lei è una dipendente pubblica di 33 anni che vive con i due figli avuti da un altro uomo. Sul 46enne pendono accuse pesanti: stalking, violazione di domicilio e lesioni gravi. La procura lo ritiene responsabile di tutti questi reati e pochi giorni or sono aveva chiesto per lui la misura cautelare in carcere, non applicata però dal gip Giovanni Ghini che ha comunque imposto il divieto d’avvicinamento all’ex fidanzata. Tutto ruota attorno alla denuncia presentata in questura dalla donna che dice di vivere da tempo una situazione da incubo, perché l’ex non si è mai rassegnato davanti alla fine della loro storia, iniziando a perseguitarla sino a perdere completamente le staffe il giorno di Ferragosto, quando s’introduce in casa sua e con un pugno le frattura il naso (il certificato medico parla di 30 giorni di prognosi). Secondo la 33enne è una situazione assurda, anche perché si era trattato di un rapporto nemmeno tanto stretto fra i due, rimarcando d’essersi voluta allontanare da lui quando dopo circa sei mesi aveva scoperto d’avere a che fare con un ex tossicodipendente. Essendo stata applicata una misura restrittiva, l’indagato ha affrontato ieri mattina – in tribunale – l’interrogatorio di garanzia, assistito dall’avvocatessa Sarah Casarini. E in poco più di mezz’ora l’ex fidanzato ha replicato energicamente alle accuse, raccontando una vicenda completamente differente. Ha specificato che avevano convissuto per circa un anno e mezzo e che lei aveva saputo sin dall’inizio i suoi trascorsi con la droga visto che l’andava a trovare in comunità (si erano conosciuti in un ristorante che si trova non lontano dalla struttura che accoglie chi vuole uscire dal tunnel degli stupefacenti). E il pugno in faccia? L’uomo dice d’avere tutta una serie di persone che possono testimoniare come abbia trascorso il Ferragosto con il figlio e diversi amici. Si è reso disponibile a consegnare il proprio cellulare, perché non ha mai tormentato telefonicamente l’ex fidanzata (nè con squilli, nè con sms). Insomma, una difesa a tutto campo che presto culminerà anche in una memoria che l’avvocatessa Casarini depositerà al pm Pantani, affinché verifiche la fondatezza delle prove portate a discolpa dal suo assistito.
I due abitano a Reggio piuttosto vicini, ma per il momento il 46enne deve rimanere alla larga dall’ex, altrimenti finirà in cella.
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