Gazzetta di Reggio

Reggio

Posti di lavoro, a Reggio Emilia prevale la stagnazione

di Luciano Salsi
Posti di lavoro, a Reggio Emilia prevale la stagnazione

Secondo Unioncamere, sono previste 220 assunzioni in più rispetto al 2013. I sindacati: precariato in aumento

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Chi sbircia con ansia il fondo del tunnel ha qualche motivo per rincuorarsi. Le imprese reggiane prevedono di creare quest'anno 3.890 posti di lavoro non stagionali, effettuando 220 assunzioni in più rispetto al 2013. La variazione, per quanto minima (+6%), potrebbe essere un segnale di ripresa. La certifica la banca dati Excelsior di Unioncamere, il cui sondaggio, tuttavia, non trova conferma negli osservatori economici dei sindacati, che fotografano una sostanziale stagnazione e registrano un ulteriore calo dei contratti a tempo indeterminato dal 13,1% all'11,62%.

awwa

Il Sole 24 Ore ieri rendeva conto dei dati elaborati da Unioncamere riassumendoli in una classifica delle 105 province italiane ordinate secondo il numero assoluto delle assunzioni, escluse quelle di carattere stagionale che riguardano perlopiù il settore turistico. Non viene calcolato, cioè, il rapporto fra i posti creati e il totale degli abitanti, che dimostra la forza produttiva del territorio. 

Di conseguenza i primi posti sono occupati dalle province più popolose, non soltanto Milano (prima) e Torino (terza), ma anche Roma (seconda) e Napoli (quarta), che hanno alti tassi di disoccupazione. Reggio si colloca soltanto al 28esimo posto, superata perfino da Salerno, Palermo, Cagliari, Caserta e Catania. L'Emilia-Romagna, nel suo insieme, prevede 38.790 nuovi posti di lavoro, di cui il 28% riservato a giovani di età inferiore ai 30 anni. L'incidenza delle assunzioni giovanili è più alta nelle altre regioni del centro nord, toccando punte del 35% in Liguria e del 34% in Piemonte e Lombardia.

Rispetto al 2013 la crescita complessiva in Emilia-Romagna è del 7%, di poco superiore a quella registrata a Reggio. La classifica delle province, che pubblichiamo sopra, è guidata da Bologna e Modena. Parma, pur avendo una popolazione inferiore di 90mila abitanti, prevede quasi 500 posti in più rispetto a Reggio, con una crescita annua superiore di dieci punti. Rimini è l'unica che accusa un calo, addirittura di 480 punti (meno 17%).

Fra i settori produttivi a livello nazionale il maggiore incremento si registra negli studi professionali (19%), seguiti dall'industria tessile (16%), dai servizi alle persone (14%), dall'informatica e dai servizi avanzati alle imprese (10%). «Nella nostra provincia - osserva Vanna Gelosini della Cgil - la situazione generale non appare modificata. Non vediamo frotte di assunzioni. Da gennaio a luglio di quest'anno rispetto allo stesso periodo del 2013 le ore di cassa integrazione ordinaria sono diminuite da un milione e 453mila a 513mila, ma quelle di cassa integrazione straordinaria sono aumentale da due milioni e 90mila a due milioni e 275mila e quelle in deroga da un milione e 453mila a un milione e 569mila».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google