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«Turismo, puntare sull’innovazione»

«Turismo, puntare sull’innovazione»

Giovanelli: dati negativi per questa estate, condizionata dal meteo, ma non per chi ha saputo offrire servizi all’avanguardia

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LIGONCHIO. «La congiuntura tra una estate meteorologicamente impazzita come questa che va finendo, e la stagnazione economica nazionale è sicuramente un peso molto gravoso per il settore turistico. Mai come adesso è quindi importante guardare quelle realtà che comunque segnano una tenuta o addirittura una crescita, e lo fanno puntando sulle peculiarità del territorio».

Così il presidente del Parco nazionale Tosco-Emiliano, Fausto Giovanelli, commenta i dati pessimi sul settore turistico in Appennino diffusi nei giorni scorsi da Federalberghi – Confcommercio e rilanciati dalla Gazzetta, e che indicano un calo del settore questa estate quantificabile tra il 30 e il 60%.

«Il Parco già da tempo ha scelto di investire, dopo una attenta analisi delle potenzialità del territorio, su alcune strutture che sono state riqualificate e rese centri visita dell’Ente. Questi centri sono Succiso con la Valle dei Cavalieri, il Passo del Cerreto con l’omonimo bar ristorante, le fonti di Poiano, l’albergo Val Dolo a Civago: qui anche se l’estate è stata pessima da un punto di vista meteo, si è registrata una tenuta, ed in alcuni casi anche una crescita di presenze».

«Lo stesso discorso – prosegue Giovanelli – vale anche per alcuni altri luoghi sui quali il Parco ha investito, come ad esempio le strutture ricettive alla Pietra di Bismantova, la Foresteria e il Rifugio, ma anche il Mulino dei Briganti di Cerreto a Cerreto Alpi».

Su questi dati spiega Giovanelli: «Sono gli stessi titolari delle strutture-centri visita che ci hanno espresso la loro soddisfazione: credo che la ragione del successo sia che queste strutture sono state in grado di andare incontro ad un turismo che cambia, che chiede valori aggiunti. E’ necessario offrire motivazioni al turista per portarlo a visitare un territorio, e le più richieste sono una chiara identità culturale, ambientale, storica. Abbiamo strutture, come l’Albergo Val Dolo o il Mulino di Cerreto Alpi, che stanno ragionando su come aumentare il numero di camere perché questi valori li offrono. Si deve puntare ad una caratterizzazione del turismo, anche per quanto riguarda i servizi che vengono offerti».

«E’ ovvio – conclude il presidente del Parco nazionale – che su aspetti come il cattivo clima di una estate o l’andamento dell’economia nazionale è impensabile pensare a risposte sul piano locale, e per il turismo nel suo complesso questa sarà una estate da dimenticare. Ma noi abbiamo visto che dove si è puntato sul mix di tradizione, cultura, enogastronomia, ambiente, i risultati arrivano. Paga l’innovazione e l’attenzione alle nuove tendenze del turismo: noi ad esempio abbiamo ancora spazi di crescita sul cicloturismo, che è agli inizi: in Trentino invece è un trend che porta molte persone, anche stranieri, e numerosi pernottamenti. Un trend in crescita sulle Alpi sono anche, per fare un altro esempio, le corse e gare podistiche sui sentieri, che da noi sono ancora poche. Ci sono poi altri aspetti tradizionali che possono essere trasformati in turismo vero e proprio, come ad esempio la raccolta dei funghi: per la seconda edizione del “mondiale dei funghi” ospiteremo sul crinale tra le 250 e le 300 persone”.

Luca Tondelli

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