Gazzetta di Reggio

Reggio

«Castello di Rossena, è saltato il baratto»

«Castello di Rossena, è saltato il baratto»

Canossa, il vicesindaco: «La Curia voleva venderlo per 4,5 milioni. Ho proposto alla Provincia di scambiarlo con palazzi»

3 MINUTI DI LETTURA





CANOSSA. «Il 2015 sarà l'anno di Matilde, speriamo pertanto che la vicenda del castello di Rossena si risolva prima di allora, non finendo però nelle mani di privati. Speriamo invece che se ne interessi una fondazione; staremmo tutti più tranquilli».

A dirlo è il vicesindaco di Canossa, Fernando Cavandoli, a margine della conferenza dedicata al corteo matildico in programma domenica. Corteo che sarà l'anticamera degli eventi in calendario nel 2015, anno in cui ricorrono i novecento anni dalla morte della Gran Contessa.

Interpellato sulla vicenda di cui si discute in questi giorni, la sua posizione è molto chiara: «Non bisogna lasciarlo ai privati». Dunque non è d'accordo con quando avanzato da esperti e storici intervenuti in questi giorni sulla questione.

Perché dice no ad una gestione da parte dei privati?

«Perché si rischierebbe un tracollo. Potrebbero farne quel che vogliono, col rischio di comprometterne una fruibilità pubblica. Invece deve restare un bene alla portata di tutti. Meglio una fondazione: molto più probabilmente penserebbe a lasciare le porte aperte ai visitatori».

Parla di una fondazione. In alternativa?

«E' necessario dire che, delle sorti del castello, se ne parlava già cinque anni fa - prosegue Cavandoli, che all'epoca era capogruppo di opposizione con il centrodestra –. Mi era capitato di parlare con la Diocesi, cui ero molto vicino, della gestione del castello che secondo me così non andava. E avanzai una soluzione: una sorta di baratto con la Provincia».

Un baratto? Si spieghi meglio.

«L'intenzione della Curia era di venderlo: chiedeva 4milioni e mezzo per il castello più 1 milione e mezzo per la parte della chiesa e dell'ostello. La cosa si poteva risolvere coinvolgendo la Provincia, che avrebbe potuto operare una permuta. Ovvero la Curia le avrebbe potuto cedere il castello e, in cambio, le sarebbero stati dati dei palazzi della Provincia. Quali, poi, si doveva decidere».

La Diocesi e la Masini cosa ne pensavano?

«Sembravano entrambi concordi. In più il Comune avrebbe messo circa l'1% della cifra».

Perché non se ne fece nulla?

«Tutto si spense con le elezioni, finendo nel dimenticatoio».

Se ne potrebbe riparlare.

«Ora come ora la Provincia sta vivendo una situazione particolare. Bisogna aspettare di vedere quali saranno le sue sorti e successivamente, perché no, riparlarne».

Insomma la speranza per Cavandoli e per il Comune di Canossa è dunque che prenda piede questa pista o quella della Fondazione in vista appunto del 2015 e degli anni a venire. «Il 2015 – conclude il vicesindaco – deve fungere da volano per gli anni futuri. Non vogliamo che si parli di Matilde e si organizzino eventi in sua memoria solo il prossimo anno, ma che questo anniversario serva per fare rete tra noi, altri Comuni reggiani e i territori extra-provinciali. Matilde è stata una figura importantissimo e bisogna che tutti i soggetti interessati facciamo più rete per ricordarla. Anche pensando al patrimonio che ha il nostro territorio». Senza scordare appunto il castello di Rossena.

Cristina Fabbri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google