Gazzetta di Reggio

Reggio

Chi punta sul wellness guadagna col turismo

Chi punta sul wellness guadagna col turismo

Ospiti in calo come in tutta la regione (meno 30-50%), ma c’è chi cresce con i servizi di alto livello, i tour in Toscana e la specializzazione nello sport

5 MINUTI DI LETTURA





LIGONCHIO. Di certo non sarà un’estate da ricordare, quella del 2014, per gli operatori turistici. Forse lo resterà come una delle peggiori, visto il meteo assolutamente negativo di luglio e agosto, con pochissimo sole e tanta pioggia. Ma il quadro complessivo che emerge del settore in Appennino segnala anche esempi positivi, in grado di contrastare e a volte invertire la tendenza al crollo di presenze nell’intero comparto – non solo in Appennino, ma anche a livello regionale, compresa la riviera – con cali in media dal 30 al 50%.

LA QUALITA’. Sentendo alcuni tra i più conosciuti operatori dell’Appennino reggiano, emergono elementi su cui è possibile puntare per reggere anche ad una stagionalità ormai sempre più imprevedibile: una proposta di alto livello, che riesca a far percepire i valori aggiunti di un territorio che, per fortuna, ne vanta molti, e non tutti ancora adeguatamente messi a sistema. Come avviene al Rifugio dell’Aquila, a Ligonchio, che a dispetto del nome è un vero e proprio villaggio turistico, con stanze e chalet, una spa (con sauna finlandese-biosauna, bagno turco con aromaterapia, idromassaggio e docce emozionali) e un sito internet molto curato. Aspetti che fanno la differenza. «Al momento siamo al completo – spiega la giovane titolare, Silvia Sacchini – e comunque questa estate abbiamo lavorato bene». Quando le chiediamo le basi di queste buone performance, la titolare risponde decisa: «Lavoro, voglia di fare, qualità, servizi. Credo sia importante vedere le potenzialità di crescita che si hanno a disposizione, e poi tirarsi su le maniche. Noi abbiamo investito tanto, ed ora stiamo raccogliendo i frutti».

TANTE PROPOSTE. Il villaggio ha aperto nel 2012 ed offre ai ospiti anche una serie di attività e iniziative al di fuori del semplice, pur confortevole, soggiorno: già dal sito sono pubblicizzate escursioni sul crinale con le guide dell’associazione Altripassi, canyoning in torrente o arrampicate su Bismantova con le guide della Pietra, itinerari in mountain-bike e cicloturismo, ciaspolate per l’inverno. Una vita a contatto diretto con la natura, elemento caratterizzante anche di un’altra realtà turistica tra le principali dell’Appennino: il camping Le Fonti, a Cervarezza. Anche qui la crisi dell’estate 2014 sembra essere stata meno pesante.

STRANIERI STABILI. Spiegano Lina Albarelli e il figlio Andrea, che in pratica hanno inventato e gestiscono la struttura immersa nei castagni: «Certo, non è una estate di grandi soddisfazioni, ma il calo che stiamo registrando è contenuto, non così drastico come hanno segnalato altri operatori. Diciamo che, se è rimasto stabile il numero di presenze per quanto riguarda i bungalow, una certa diminuzione si è vista per quanto riguarda la richiesta di piazzole per le tende: avevamo qualche posto libero anche per il Ferragosto, che di solito non ci capita mai, ma è anche comprensibile perché, per il maltempo, di notte si sono registrate temperature piuttosto basse per la stagione, che hanno spinto qualcuno a spostarsi verso il mare o la pianura. E’ rimasto stabile l’afflusso di stranieri, che tradizionalmente si rivolgono ai campeggi con maggior attenzione rispetto agli italiani. Nel complesso, quantificherei il calo di luglio e agosto attorno al 15%».

STAGIONE LUNGA. Ma c’è un ulteriore aspetto di cui tener conto e che può rappresentare un altro elemento su cui il turismo appenninico dovrebbe puntare: uscire da una stagionalità ristretta. Spiegano infatti concludendo i gestori del camping: «Speriamo che a settembre ci sia tempo buono. Per noi è sempre stato un mese in cui si è lavorato bene, ed ancor di più ottobre, perché c’è un turismo legato alla raccolta delle castagne e dei funghi».

HALLOWEEN. «Inoltre, da diversi anni abbiamo scelto di puntare molto sulla festa di Halloween, ed abbiamo tanti clienti che vengono apposta: già oggi abbiamo numerose prenotazioni». Altro elemento che risulta abbastanza impermeabile alla crisi è una specializzazione dell’offerta su un settore particolare: a Castelnovo Monti ha marcato un segno “più”, ad esempio, il turismo sportivo.

RITIRI SPORTIVI. Lo spiega Domenico Ceccarelli dell’Albergo Miramonti, che a Castelnovo esiste da oltre 100 anni e che in questo lungo lasso di tempo ha visto cambiare profondamente il settore. «In effetti il turismo sportivo è stato un’ancora di salvezza molto importante per questo territorio».

ADDIO ANZIANI. «Ormai – prosegue Ceccaelli – la villeggiatura della terza età è un tipo di turismo che non esiste quasi più, e il fatto che negli anni passati Castelnovo si sia dotata di una impiantistica di buon livello, unita all’ambiente ideale per altitudine e bellezza paesaggistica, hanno reso la località meta molto gettonata per i ritiri di squadre e società. Abbiamo iniziato la stagione con i camp giovanili della Pallacanestro Reggiana; a luglio ci sono stati alcuni importanti raduni di atletica, poi la prima squadra della Reggiana Calcio. E’ arrivata anche la squadra delle Zebre Rugby Parma, poi un altro raduno di atletica, e nei prossimi giorni arriveranno altri 30 ragazzi di un’altra società di rugby. Una situazione che è sicuramente frutto degli investimenti abbastanza lungimiranti fatti nel recente passato, che stanno dando risultati».

ADDIO WEEKEND. Anche se solo in parte, anche a Cerreto Laghi, forse la località più colpita dalla crisi, è stata proprio una struttura sportiva (e coperta) come il palaghiaccio ad arginare l’emorragia di presenze, come spiega il gestore ed albergatore Marco Giannarelli. «Se guardiamo al semplice turismo da weekend, che è quello che solitamente anima Cerreto Laghi in estate, quest’anno è stato davvero un disastro, con cali in linea con quelli denunciati da Federalberghi, ovvero fra il 30 ed il 50%. Noi siamo riusciti ad avere presenze grazie ai numerosi raduni di atleti di pattinaggio sul ghiaccio, alcuni anche di alto livello. Ad esempio abbiamo ospitato la preparazione della federazione nazionale russa, con la quale tra l’altro si sta già discutendo una possibile permanenza a più lungo termine l’anno prossimo. Ma è evidente che ormai bisogna inventarsi qualcosa, perché se ci si basa solo sulla speranza del bel tempo non si lavora più».

TOUR IN TOSCANA. Giannarelli cita un esempio legato proprio ad atleti dell’Est Europa che potrebbe indicare azioni da intraprendere: «Quando hanno soggiornato da noi, abbiamo organizzato anche viaggi in giornata a Lerici, o nelle città d’arte della Toscana. Secondo me, si dovranno costruire sempre di più pacchetti che guardino ad un territorio più ampio del solo Appennino, sfruttando la vicinanza della costa e di queste città conosciute in tutto il mondo».

Luca Tondelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google