Gazzetta di Reggio

Reggio

Delitto, accertamenti sul pc della vedova

di Tiziano Soresina
Delitto, accertamenti sul pc della vedova

Castelnovo Monti: si cercano tracce dei rapporti fra la donna e l’assassino di suo marito, che avrebbe ucciso per gelosia

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELNOVO MONTI. E’ stato sequestrato dai carabinieri ed oggi inizieranno gli accertamenti sul computer di Marinella Campani, moglie del 32enne Andrea Germini che la mattina del 18 agosto scorso è stato ucciso dal collega marocchino 28enne Fettah Abdelkebir.

E’ evidente che gli inquirenti – la delicata inchiesta è coordinata dal pm Luisa Serranti – vogliono vederci più chiaro sul movente del delitto che sinora ha nella gelosia la terribile molla sfociata nel sangue. Si parte da questa valutazione investigativa: il giovane nordafricano si sarebbe infatuato (non corrisposto) della moglie del collega, equivocando (forse anche per differenze culturali) l’apertura della famiglia Campani (per cui lavorava da tempo nell’azienda agricola “Lina” a Croce) nei suoi confronti, l’affetto che gli veniva dimostrato, il ruolo che gli era stato assegnato. Si parla anche di sms che “Kebir” avrebbe inviato alla moglie del collega, incinta di cinque mesi. E Andrea Germini – per di più marito della figlia del datore di lavoro – potrebbe aver pagato a caro prezzo in quell’appartato angolo di Castelnovo Monti (in località “Molino Baroni”) il rimettere al suo posto l’insistente marocchino. Ora chi indaga cerca nel computer tracce di questa infatuazione e dei rapporti fra la vedova e “Kebir” (non è chiaro se anche il nordafricano avesse un suo pc o potesse usare quello di qualcun altro).

Sempre oggi partiranno anche gli accertamenti scientifici (ricerca di impronte e Dna) sull’auto della vittima (una Ford Fiesta) e sugli oggetti rinvenuti nel luogo dell’omicidio.

Indagini necessarie per riscontrare quanto sinora raccontato dall’omicida, con diversi “tasselli” che devono ancora andare al loro posto: mancano ancora gli esiti dell’autopsia (le molteplici ferite mortali, specie alla nuca, sono compatibili con una pietra ed altri oggetti?), il telefonino della vittima sembra sparito (dentro vi sono le prove di “qualcosa” che l’omicida vuole nascondere?), non è ancora chiaro se Germini fosse o meno già morto quando al suo corpo è stato appiccato il fuoco, si sta ancora cercando di capire cosa vi sia dietro alla scelta di un posto così fuori mano per quella che al momento sembra una resa dei conti (chi aveva deciso d’andare lì). Per gli inquirenti è un omicidio volontario, forse aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà (cioè l’aver bruciato vivo il 32enne): se tutto ciò venisse provato, l’assassino rischia l’ergastolo. Da parte sua l’avvocato Noris Bucchi (che oggi incontrerà nuovamente in carcere Fettah) non si sbilancia sulla linea difensiva (legittima difesa od omicidio preterintenzionale possono essere le strade per contrastare l’accusa). «Una verifica a 360 gradi è certamente positiva per un fatto così delicato – si limita a dire Bucchi – e se gli esiti costituiranno un riscontro alle dichiarazioni del mio assistito, saranno certamente favorevoli in ottica difensiva».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google